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Novembre con poche precipitazioni, ma oltre un metro di neve da dicembre fotogallery

Il punto con l'esperto di Limet sull'andamento della stagione autunno-inverno

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Liguria. Un autunno sicuramente diverso rispetto a quello del 2019, nel quale le abbondanti piogge e le forti precipitazioni avevano provocati non pochi disagi. Quest’anno, invece, esclusa la parentesi del 2-3 ottobre scorso, il resto della stagione autunnale ed in particolare il mese di novembre, tradizionalmente il più piovoso, non ha visto alcun evento alluvionale.

“In effetti abbiamo avuto un novembre molto diverso dallo scorso anno, perché è stato dominato quasi per intero dall’alta pressione – spiega Paolo Bonino, previsore dell’associazione Limet -. C’è stato qualche passaggio di perturbazioni importanti, ma non così intense, mentre ottobre ha fatto vedere episodi di maltempo non trascurabili. Adesso sembra che il tempo voglia un po’ riprendere le gesta dell’autunno, ma si trova già in zona Cesarini perché dal punto di vista meteorologico siamo già in inverno”.

I dati confermano che si è trattato di una stagione piuttosto atipica. “Il mese più piovoso, almeno negli ultimi anni, è sempre stato novembre, mentre negli anni Ottanta-Novanta era ottobre – continua Bonino – mentre quest’anno l’alta pressione ha stazionato sull’Europa e ci ha protetto dalle perturbazioni, e questo è un fattore nuovo. Su Genova sono caduti 100 millimetri di pioggia a novembre, compensati dai 200 millimetri già registrati a dicembre”.

A mancare, insomma, non è stato il potenziale energetico (il mare che si scalda molto d’estate e innesca, insieme ad altri fattori, i devastanti temporali autorigeneranti nei mesi autunnali), ma il meccanismo di circolazione dell’aria che spinge le perturbazioni sul Mediterraneo. Ma non è stata la prima volta.

L’inverno meteorologico, però, è iniziato con tutt’altre premesse. In Val Bormida e nell’entroterra savonese si è assistito a nevicate che non si ricordavano da da molto tempo: un manto bianco così esteso sulle vette liguri. “Sul nostro appennino nei primi giorni di dicembre sono caduti 1,10 metri di neve, in alcuni casi anche un metro e mezzo. Vuol dire che è già caduta la metà della neve che mediamente cade in tutto l’inverno”, osserva Bonino.

E adesso cosa succederà? “Sembra che possano esserci evoluzioni differenti rispetto agli anni passati – continua l’esperto -. Pur essendo consci dei grossi problemi a livello artico, visto che i ghiacci stanno raggiungendo il loro minimo storico e perciò il freddo tende ad accumularsi al polo Nord, al momento non si vedono in prospettiva situazioni perduranti di alta pressione che hanno asfissiato l’inverno negli ultimi anni”.

Abbastanza basso il rischio di un inverno gelido, ma è probabile che il cielo sia meno avaro di precipitazioni rispetto al passato. Escludendo comunque il rischio di alluvioni perché “col clima più freddo diminuisce l’energia a disposizione e si riduce l’intensità dei fenomeni”, conclude Bonino.

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