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Morto in cella dopo l’arresto, la posizione dei familiari del ragazzo

In una nota inviata alla nostra redazione il commento della famiglia all'esito dell'autopsia

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Albenga. In riferimento all’articolo comparso ieri sul nostro giornale relativo all’esito dell’autopsia su Emanuel Scalabin, il 33enne albenganese arrestato durante un’operazione antidroga il 4 dicembre lo scorso e deceduto durante il sonno nella camera di sicurezza della Compagnia dei Carabinieri di Albenga, riceviamo e pubblichiamo una nota inviata dai legali della famiglia del ragazzo.

“Quali difensori di prossimi congiunti del deceduto Emanuel Scalabrin siamo rimasti alquanto sorpresi del contenuto dell’articolo apparso ieri sul vostro quotidiano on line alle ore 18.04 – si legge nel documento -. Non ci risulta infatti che alcun esito dell’autopsia sia stato reso noto dall’Ausiliario della Procura di Savona, che allo stato credo che stia vagliando ogni possibilità, nessuna esclusa”.

“Sarebbe meglio che sulla vicenda scendesse il silenzio da parte di chi invece continua, attraverso la stampa, a voler trasmettere notizie tranquillizzanti che tali non possono essere – concludono -. Infatti, a prescindere da responsabilità penali, resta  il fatto che un uomo giovane di 33 anni sia deceduto dopo l’arresto e allo stato la famiglia di Scalabrin attende risposte da chi le dovrà dare”.

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