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L’emozionante messaggio per le due leggende del calcio Maradona e Rossi

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Tempi difficili per i grandi appassionati di questo meraviglioso sport. Non bastasse ancora l’emergenza pandemica che continua a mietere vittime e che ci obbligherà al Natale più surreale della nostra vita, questo 2020 (un anno maledetto, permettetemi l’espressione) continua a regalarci dolori strazianti perché proprio negli ultimi 15 giorni si è portato via due grandissimi protagonisti del mondo del pallone a cui tutti eravamo fraternamente legati.

Non me la sono più sentita di scrivere altri pezzi e di dare altre notizie seppur vi siano come sempre interessanti novità, perlomeno sino a domani, sabato 12, quando avverrà l’addio definitivo a Paolo Rossi con i funerali solenni che si svolgeranno nella sua Vicenza (la città dove il campione ha mosso i primi calci).

Ringrazio pubblicamente a nome di tutti gli sportivi savonesi, l’amico Claudio Nucci, per il ricordo commovente di “un ragazzo come noi”, rifacendomi al titolo da lui scelto con l’umanità che lo contraddistingue. Tra la marea di messaggi di cordoglio e di vera costernazione che circolano sul web ho scelto simbolicamente quello che ho ritenuto il più emozionante e che, mi scuso in anticipatamente, penso riescano a cogliere e a vivere intensamente quanti hanno il calcio nel sangue per averlo vissuto in prima persona.

Anche un “sergente di ferro” come Fabio Capello (ex tecnico di Milan e Juventus) infatti non è riuscito a trattenere la commozione nel ricordare Paolo Rossi. Bellissime sono state le parole spese dall’ex allenatore di Pieris (un duro) per la grande gloria del calcio italiano, venuta a mancare dopo aver perso la partita più difficile. L’attuale opinionista Sky ci ha regalato sensazioni profonde e tante lacrime, augurandosi che ora l’ex centravanti campione del mondo e il Pibe De Oro Diego Armando Maradona possano divertirsi insieme su un campo di calcio, lassù. Un intervento che ha commosso anche Ilaria d’Amico, che ai tempi della sua avventura a Sky Calcio Show, ha lavorato fianco a fianco sia con Capello che con Paolo Rossi.

Quando negli studi televisivi è stato chiesto a Fabio un ricordo di Paolo Rossi l’ex coach ha veramente stupito: “Il mio pensiero su Paolo? Pensiero che va dal campo d’allenamento della Juventus, con tutto quello che abbiamo detto calcisticamente all’uomo che ho conosciuto dopo, quando si lavorava insieme in televisione”. Capello, con gli occhi lucidi, ha regalato ancora parole davvero struggenti e lo ha fatto a pochi giorni dalla scomparsa di un’altra leggenda del calcio come Diego Armando Maradona. Ma soprattutto, a colpirmi, è stato questo pensiero sublime: “State giocando, vi state divertendo tu e Diego. Allenatevi bene perché quando arriverò io vi farò correre”. Credo non si potesse, meglio di così, esprimere un sentimento vero.

Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo far sentire  vicinanza e conforto alla moglie Federica e ai suoi tre figli. Ciao Pablito ci hai insegnato ad amare, a crederci, a lottare sino all’ultimo respiro, a cadere (a chi non succede lungo un percorso così travagliato quale è la vita) e ad avere la forza di rialzarsi. Ti piangiamo, come fratello, come compagno, come uomo, come eroe, e lo facciamo dalla terra ligure (Alassio, Puerta del Sol 1982) da cui era iniziata l’avventura Mundial, la terra di Sandro Pertini, la terra che ti amerà per l’eternità. Quella indimenticabile e sognante notte di Madrid sull’Aurelia in carosello festoso un ragazzo come te (della tua età, perché siamo di Leva, siamo i giovani descritti da Miguel Bosè: “Bravi ragazzi siamo, amici miei Tutti poeti noi del ’56”) su una Citroen 2 HP impazzito di gioia sventolava il tricolore. Sembrava fosse finita la Guerra e l’Italia si sentiva finalmente orgogliosa.

Grazie, grazie, grazie. Tre volte come le tre perle rifilate al Brasile, come i tre gol fatti ai tedeschi nella finalissima del Bernabeu, come le tre icone Scirea, Bearzot e Maldini che già stanno in quel cielo dove ritroveranno il tuo meraviglioso sorriso.

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