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La neve mette a dura prova gli animali: ecco i consigli di Enpa per proteggerli

Sempre graditi una ciotola d'acqua e qualche manicaretto

Savona. “La neve di questa notte e il calo netto delle temperature mettono a dura prova gli animali. Non soltanto quelli d’affezione, che hanno comunque una famiglia che si occupa di loro, ma – soprattutto – i selvatici e i randagi, che dovranno fare i conti sia con il gelo sia con l’incremento del fabbisogno calorico giornaliero”.

A dirlo è la protezione animali savonese Enpa, che suggerisce: “Per dare una mano a quei animali in difficoltà, anzitutto è sempre bene fare delle scorte di cibo sia per i cani e gatti che vivono in casa, sia per i selvatici, tra cui gli uccelli, che rappresentano una categoria particolarmente a rischio, non riuscendo spesso a trovare cibo sufficiente”.

L’Enpa ricorda innanzitutto che con questi eventi climatici, soprattutto nell’entroterra, “lasciare i cani fuori casa e senza o con scarsi ripari è un maltrattamento che può e deve essere perseguito penalmente. E con il terreno coperto interamente o nella maggior parte di neve la caccia deve intendersi sospesa e questo va ricordato”.

Ma ora veniamo ad alcuni consigli pratici per aiutare gli animali ad affrontare l’emergenza climatica in corso. “Per gli uccelli che frequentano i nostri giardini o i nostri balconi consigliamo di lasciare una ciotolina di acqua tiepida e pulita (se si lascia un piccolo galleggiante che vibra – esempio tappo con una piccola vela fatta da un pezzettino di plastica – è più difficile che si formi un velo di ghiaccio) e qualche manicaretto sul davanzale o in altro luogo a prova di predatori come i gatti, che oltre a essere provvidenziale per qualche piccolo volatile stremato, restituirà uno spettacolo straordinario” affermano dalla protezione animali savonese.

“Se avete spazio su balconi, terrazzi o in giardino, potete installare mangiatoie per uccelli in modo da poter garantire loro un luogo sicuro dove trovare cibo in abbondanza, inserendovi i cibi idonei e premurandovi sempre di posizionarle in un luogo non raggiungibile dai predatori e dai nostri cani o gatti – continuano – Ricordiamo però che, una volta installata la mangiatoia, dovrà essere rifornita sempre e comunque fino al primavera: non bisogna mai interrompere bruscamente la somministrazione di cibo poiché i volatili perderebbero un punto di riferimento molto importante durante l’inverno”.

“Anche una casetta per uccelli (con apertura preferibilmente verso sud-sudest) può essere utile a loro per trovare un riparo dal vento, dalla neve e dal gelo e per passare la notte tranquilli. Anche in questo caso però bisogna ricordarsi di posizionarla in un luogo a prova di predatori e non troppo esposta a traffico e via vai di persone, altrimenti si rischia che rimanga disabitata” consiglia l’Enpa.

È opportuno inoltre lasciare fuori una varietà di cibi per attrarre specie differenti di volatili, come semi di girasole e di zucca, piccole granaglie (miglio, canapa, riso e orzo),  uvetta, pezzetti morbidi di fico, albicocca o dattero disidratato, cubetti di frutta fresca (mele, pere, banane), pezzetti di frutta secca non salata e non tostata (arachidi, nocciole, noci, pinoli) briciole di panettone, dolci o biscotti, fiocchi di cereali (corn flakes, fiocchi d’avena, muesli), croste di formaggio non salato tagliate a cubetti, carne cruda a pezzetti e ritagli di grasso (per gli uccelli insettivori), ma anche cibo per cani e gatti, riso bollito (senza sale), mangimi specifici per canarini, merli indiani, pappagalli e infine acqua pulita, preferibilmente in contenitori di terracotta o plastica per evitare che si congeli. Da evitare: briciole troppo secche, legumi crudi, pane, cioccolato e latte.

“Possiamo anche preparare una nutriente ‘torta’ per i nostri amici alati – propongono dalla protezione animali – sciogliendo la margarina insieme a una gran varietà di ingredienti, come i semi (miglio, semi di girasole, semi di zucca), farina gialla, zucchero di canna, frutta secca, cereali, formaggio, avanzi di panettone, mela o pera tagliata a cubetti, uvette e pinoli. Mescolare il tutto formando una pallina e lasciare a riposare in una terrina in frigo. Quando il composto sarà solidificato, potete posizionale le palline sul davanzale, sui tetti o infilzate tra i rami degli alberi, stando sempre attenti a posizionarle in alto, al sicuro da cani e gatti”.

“Esistono infine in commercio nei negozi specializzati oppure online, diverse miscele di mangimi altamente energetiche appositamente preparate per gli uccelli selvatici, alcune già pronte in reti o cestini da appendere – aggiungono – Attenzione: ricordatevi di utilizzare le retine solo nei vostri giardini per poterle monitorare e rimuovere dall’albero una volta svuotate e quindi riutilizzarle o buttarle. Se lasciate nei boschi, infatti, oltre a inquinare l’ambiente potrebbero costituire un pericolo per eventuali animali che potrebbero impigliarsi”.

Durante l’inverno molti mammiferi selvatici invece vanno in letargo o semi-letargo per poter sopravvivere al grande freddo e “allora tocca a noi cercare di tutelare questi piccoli animali che dormono indifesi nelle loro tane – ci tengono a dire dall’Enpa – Bisogna fare attenzione, ad esempio, a non spostare cataste di legno, rami o altri materiali depositati nel proprio giardino negli ultimi mesi, in cui potenzialmente potrebbe aver costruito la tana qualche ghiro o riccio. Anche i cassoni delle tapparelle potrebbero essere rifugio di pipistrelli, o altri pertugi che trovano nelle pareti o finestre delle abitazioni, i cui muri hanno temperature leggermente superiori al freddo dell’esterno, essendo scaldati internamente”.

“Se ci dovessimo imbattere in un riccio in questo periodo dell’anno sarà quasi sicuramente sottopeso e affamato e va soccorso – evidenziano – L’unica eccezione potrebbe essere rappresentata da quei ricci che vivono vicini a colonie feline dalle quali ‘rubano’ cibo o nei giardini di persone che tutte le sere gli mettono a terra dei croccantini. Il consiglio è di continuare a farlo tutte le sere, anche d’inverno e anche in questo momento in cui i ricci dormono e non vengono più a mangiare, perché potrebbe capitare che si sveglino di tanto in tanto e una bella ciotola di croccantini sarà sicuramente utile e gradita”.

“Se invece troviamo svegli ghiri o pipistrelli, sicuramente vanno soccorsi e consegnati all’Enpa, che ricorda infine che la somministrazione di cibo ai cinghiali è ovunque vietata, nell’errata convinzione che ciò servirà ad allontanarli dagli abitati o a ridurne la fertilità” concludono.

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