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Italia Unita “mette in mora” il Governo: “Subito rimorsi di affitti e utenze e reddito di emergenza per le partite Iva”

Sulla base dell'articolo 2045 del Codice Civile

Loano. Continua la “battaglia legale” del presidente del movimento Italia Unita Francesco Nappi contro il governo del premier Giuseppe Conte.

Dopo le denunce al presidente del consiglio dei ministri e quella al ministro della salute Roberto Speranza e la class action contro i Dpcm del Governoora volta lo studio legale del movimento, studio Romano di Potenza, insieme con la segreteria nazionale ha inviato (per conto del movimento e dello Sportello Imprese e Partite Iva fondato dallo stesso Miu) al presidente del consiglio una missiva con la quale richiede “il risarcimento/indennizzo dei patiti e patendi danni causati dai lookdown totali/parziali imposti a partire dal 10 marzo 2020 a milioni di aziende, partite Iva, lavoratori autonomi e professionisti, come di seguito saranno esemplificati, specificati e quantificati”.

Nella loro disamina, Nappi ed il legale ricordano l’articolo 2045 del Codice Civile, il quale recita:

Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto dalla necessità di salvare sè o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona e il pericolo non è stato da lui volontariamente causato nè era altrimenti evitabile, al danneggiato è dovuta un’indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del Giudice.

“Una pur dichiarata ‘legittima’ attività normativa da parte del Governo, in nome della precipua difesa del diritto alla salute, non può danneggiare irrimediabilmente milioni di partite Iva, imprese, autonomi, commercianti e professionisti e lo Stato ha l’obbligo giuridico di tenere indenne tali categorie dai patiti e patenti danni, provvedendo a corrispondere l’equo e giusto indennizzo così come sancito dall’articolo 2045”.

“Avendo il governo Conte consumato la violazione dell’articolo 2045 per non aver indennizzato nella giusta misura le partite Iva, gli autonomi, imprese, commercianti e professionisti, lo Stato italiano è ad oggi gravemente omissivo in quanto sta operando in manifesta violazione di legge mettendo in campo misure economiche relative e di scarsa importanza per le menzionate categorie e non quelle risolutive che avrebbe dovuto adottare in virtù di quanto statuito dall’articolo 2045”.

“Poichè il Governo è ad oggi, nonostante i vari ‘Dpcm Ristori’, totalmente inadempiente nei confronti delle categorie imprenditoriali e partite Iva che senza i giusti indennizzi rischiano di pagare in solitudine la crisi aziendale e quella economica del paese, vi è la necessità di affermare con la presente l’esistenza di un rapporto giuridico tra i soggetti di cui alle sopracitate categorie, (creditori) e lo Stato (debitore), significando che lo Stato deve erogare danaro non a titolo di cortesia/regalia ed assistenzialismo ma nel rispetto e nella entità prevista dalla disposizione di cui all’articolo 2045”.

Quindi “al fine di evitare un contenzioso e che si instaurino centinaia di migliaia di cause giudiziarie” Nappi ed il suo legale richiedono “a titolo di indennizzo il rimborso totale a fondo perduto al titolare dell’attività cui è stato imposto di chiudere dei canoni di locazioni per gli immobili utilizzati per l’esercizio dell’attività/libera professione e dei relativi costi di esercizio quali energia elettrica, gas, acqua, tassa rifiuti e quant’altro per il periodo 10 marzo/31 dicembre 2020; il rimborso totale a fondo perduto al titolare dell’attività risultata chiusa del costo delle locazione abitativa e dei relativi costi per energia elettrica, gas, acqua, tassa rifiuti; un reddito di emergenza di almeno 1.000 euro per il periodo 10 marzo/31 dicembre 2020; contributi a fondo perduto sino a 100.000 euro per ristrutturazione, innovazione tecnologica, riconversioni dell’ attività e acquisto scorte di magazzino o l’obbligo per le banche di erogare piccoli mutui garantiti dallo Stato sino a 100.000 euro a tasso zero restituibili in anni 30 sempre per ristrutturazioni, innovazione tecnologica riconversioni delle attività e acquisto scorte di magazzino”.

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