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“Io compro a Savona”, periferie in rivolta: “Esclusi dalla campagna, siamo commercianti savonesi anche noi”

"Nell'era dei social sarebbe bastato un messaggio per organizzarci tutti insieme"

Savona. “Non spegnere le luci della tua città, a Natale acquista nei negozi sotto casa”. Recita così lo slogan dell’iniziativa ideata da alcuni commercianti del centro di Savona e sostenuta da Ascom per incentivare lo shopping nelle vie della città. L’idea, tuttavia, ha scontentato un fetta di imprenditori locali di periferia che si sono sentiti “snobbati” dai promotori attivi nel centro città.

Tutto nasce da un post su Facebook di Laura Filippi, presidente di Ascom: “Siamo pronti, insieme ai commercianti di Savona per dare il via allo shopping in città… Da lunedì parte la campagna pubblicitaria in affissione e tutti i commercianti che hanno aderito espongono già la locandina… e quindi ? Non vi resta che venire nei nostri negozi!”.

 

Siamo pronti, insieme ai commercianti di Savona per dare il via allo shopping in città…
Da lunedì parte la campagna…

Pubblicato da Laura Filippi su Giovedì 3 dicembre 2020

 

Un post che ha scatenato la reazione di alcuni commercianti degli altri quartieri. “Non avete chiesto a tutti per aderire” accusa Hassan. “Se la sponsorizza l’associazione, essa stessa dovrebbe parlare con gli altri commercianti – precisa Cristina Scaramuzza, commerciante ed ex componente di Ascom Savona – Esistono in uguale considerazione i commercianti di Legino, Lavagnola, Santa Rita, Zinola, Santuario. Non solo il quadrilatero del centro”.

Pronta la replica di Filippi, che ha provato a spegnere le polemiche: “Quando tutto è iniziato lo abbiamo condiviso qui come la foto di ieri. Sono anche usciti un paio di articoli sui quotidiani per ampliare l’informazione e in effetti hanno partecipato in tantissimi. Inoltre lo si leggeva anche sulla chat dei commercianti. Viviamoci questa ed altre iniziative come un’opportunità per tutti“.

Ma Scaramuzza, che da anni rappresenta diversi commercianti attivi nei quartieri più periferici di Savona, non ci sta: “Nell’era dei social sarebbe bastato un messaggio per organizzarci tutti insieme – spiega la commerciante savonese a IVG.it -. Quando fanno le riunioni si lamentano che la gente non va, ma è normale, non ci considerano mai. Le iniziative o sono uguali per tutti oppure è inutile creare associazioni di categoria. Io ho una chat con 52 commercianti e credo chi lavora nelle periferie della città abbia gli stessi diritti di chi lavora nel centro”.

Una tiratina d’orecchie pre-natalazia, quella di Scaramuzza, che tuttavia non rappresenta un caso isolato. Anche in occasione dell’ultimo Desbarassu, infatti, c’era stato qualche malumore. In quel caso furono alcuni commercianti di Villapiana a contattare IVG: “In centro avranno il suolo pubblico gratuito – spiegarono – mentre noi, non avendo gli stessi spazi, dovremmo fare richiesta al Comune. Ma nessuno ci ha avvisato, ora non ci sono più i tempi tecnici e non potremo partecipare”. E anche in quel caso l’accusa era stata la stessa: “Pensano solo al centro, noi degli altri quartieri non esistiamo”.

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