IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Il PC di Savona celebra la nascita di Stalin, FdI critica: “I regimi comunisti responsabili di 100 milioni di morti”

"Gli orrori del comunismo in Italia sono un tabù e nella storia certe cose conviene dimenticarle, altre mai"

Più informazioni su

Savona. Ha scatenato la reazione indignata di Fratelli d’Italia di Savona la scelta del Partito Comunista di celebrare con uno striscione affisso in via Quarda Inferiore i 141 anni dalla nascita di Iosif Vissarionovič Džugašvili, conosciuto come Stalin.

“Due milioni di morti, decine di milioni di persone arrestate e deportate nei gulag in Russia dal regime sovietico, tra il 1919 e il 1946, come ebbe il coraggio di denunciare Aleksandr Solzenicyn in ‘Arcipelago Gulag’ – ricorda Fabrizio Marabello, responsabile del dipartimento cultura e innovazione di FdI – In ricordo di quelle vittime e della sanguinaria idea del comunismo di Stalin, nella Russia di oggi, mentre i comunisti italiani di Savona inneggiano al criminale rosso, tanti hanno iniziato un percorso di iniziative che vanno dalle conferenze alle apposizioni di targhe sui muri della case dei deportati”.

“Il comunismo intendeva costruire una società perfetta eliminando tutto ciò che si opponeva al raggiungimento dello scopo ma ciò è stato rimosso dalla coscienza. Gli orrori del comunismo in Italia sono un tabù e nella storia certe cose conviene dimenticarle, altre mai. I crimini del comunismo non sono mai stati sottoposti a una valutazione legittima e consueta né dal punto di vista storico né da quello morale, o almeno in maniera troppo superficiale se paragonata al grande approfondimento che viene fatto sul nazismo, ma anche senza il paragone bisogna dire che l’argomento è troppo poco trattato”.

Fabrizio Marabello Atreju

“La storia dei regimi e dei partiti comunisti, della loro politica, dei loro rapporti con le rispettive società nazionali e con la comunità internazionale non si riduce alla dimensione criminale e neppure a una dimensione di terrore e di repressione. Nell’Urss e nelle ‘democrazie popolari’ dopo la morte di Stalin, in Cina dopo quella di Mao, il terrore si è attenuato, la società ha cominciato a uscire dall’appiattimento, la coesistenza pacifica (anche se era ‘una continuazione della lotta di classe sotto altre forme’) è diventata una costante nei rapporti internazionali”.

“Per quantificare gli orrori perpetuati dai regimi comunisti nel mondo, come spesso è stato fatto per il nazismo, possiamo fornire un bilancio in cifre, che, pur essendo ancora largamente approssimativo e necessitando di lunghe precisazioni, riteniamo possa dare un’idea della portata del fenomeno, facendone toccare con mano la gravità: URSS, 20 milioni di morti; Cina, 65 milioni di morti; Vietnam, 1 milione di morti; Corea del Nord, 2 milioni di morti; Cambogia, 2 milioni di morti; Europa dell’Est, 1 milione di morti; America Latina, 150.000 morti; Africa, 1 milione 700.000 morti, Afghanistan, 1 milione 500.000 morti; movimento comunista internazionale e partiti comunisti non al potere, circa 10.000 morti. Il totale si avvicina ai 100 milioni di morti”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.