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Il Costo POS tra sconti e incentivi fiscali

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Qual è il costo POS? Molte persone si chiedono quanto gli verrà a costare l’obbligatorietà dell’entrata in vigore a partire dal primo luglio 2020 in merito ai pagamenti elettronici. Infatti,  avere un POS significa avere l’opportunità di puntare su la possibilità di garantire pagamenti elettronici.

 

In realtà però, questo sistema talvolta potrebbe comportare anche delle spese per gli esercenti e quindi prima di scegliere quale POS prendere è opportuno fare un’analisi dei costi ben precisi. I costi POS sono variabili e dipendono da una serie di fattori, in generale però ogni fornitore ha i suoi costi e tanto vale analizzarli uno per uno, prima di prendere una decisione definitiva in tal senso.

Il reale costo POS

Il costo POS può essere variabile. All’esercente generalmente arriva a costare anche 2 mila euro in media all’anno. In alcuni casi, questa media si alza vertiginosamente arrivando a circa 5mila euro. In genere, installare un POS all’interno della propria attività economica significa avere un impatto sul guadagno pari almeno al 2%.

 

I costi complessivi variano se si considera una fascia di spese che va dai 400 fino a 9 mila euro. Non tutti si rendono conto quanto con il POS potrebbero limitare i propri guadagni. In realtà però, prima di acquistare un prodotto di questo genere è opportuno fare delle attente valutazioni su quanto è ad esempio, il costo del noleggio o dell’acquisto del dispositivo stesso. Non è detto infatti che sia a canone zero.

 

Alcune realtà prevedono un costo di noleggio o di acquisto per il dispositivo. Anche l’installazione potrebbe comportare una spesa e quindi bisogna guardare con attenzione se il proprio fornitore prevede questa spesa oppure no. Comunque è un costo che andrebbe ad incidere sul bilancio generale.

Costo POS sulle transazioni

Vi è anche un altro fattore importante da considerare che riguarda il costo POS sulle transazioni. Infatti, ci sono due possibilità di scelta quando si deve valutare un post prima dell’acquisto. Vi è l’opportunità di scegliere un POS a canone mensile. E’ un POS che ha una spesa fissa mensile da pagare per avere il dispositivo e tutti i servizi ad esso relativi. In alcuni casi, ci sono quelli che non hanno un canone mensile però hanno invece, una commissione fissa sulle transazioni.

Quelli a canone mensile potrebbero avere un costo che varia da 0 a 25 euro. Invece, il costo POS con commissione è variabile. Ci sono quelli a commissione fissa sulle transazioni o quelli a commissione in percentuale. Quelli a commissione fissa in pratica, in ogni un pagamento vi è una specifica commissione già chiarita infatti nella fase di stipulazione del contratto.

 

Poi, vi è l’opportunità della commissione a percentuale sulle transazioni. A ogni transazione viene applicata una commissione definita già all’interno del contratto e quindi legata all’importo stesso. La fissazione la fa l’ente con cui si sottoscrive tale contratto. In genere, è variabile da bancomat a carta di credito oppure vale anche per le carte aziendali.

 

Il fatto che però siano previste delle commissioni di tipo variabile non significa che non ve ne potrebbero essere anche delle altre di tipo fisso. E’ quindi opportuno fare sempre particolare attenzione.

 

Sconti incentivi sul costo del Pos

Quando si stipula un contratto e si sta analizzando il costo del POS, bisogna anche vedere se ci sono degli sconti su transati elevati. Infatti, ad esempio ci sono delle realtà che offrono l’opportunità in caso di una soglia superiore a 100 mil euro, di ottenere uno sconto di 0,50 euro su ogni commissione.

 

Però di solito è una scelta che riguarda grandi catene commerciali o la grande distribuzione. È importante, piuttosto, che si valuti bene il volume di affari che si fa in digitale per decidere il tipo di POS che è ideale per la vostra attività e che non vi faccia perdere troppi soldi.

 

Infine, è bene sottolineare però che esistono anche degli incentivi per l’attivazione del POS. Stando alla legge di stabilità all’interno del il bilancio, il POS è diventato obbligatorio dal primo luglio 2020. Con la legge 157 del 2019 è stato attivato anche il bonus fiscale.

Come funziona il bonus POS

Con l’installazione del POS, il legislatore si è anche accorto che ci sarebbero stati una serie di costi accessori. Per cercare di rispondere a questa esigenza e ammortizzare il costo POS, si è deciso di attivare il bonus POS.

 

Questo bonus è un credito di imposta del 30% sui costi di commissione e di spesa per l’attivazione di questo servizio. Il credito di imposta pari ad un massimo del 30% può essere attivato attraverso l’Agenzia delle entrate ed è rivolto a tutte le attività, ma anche artigiani e liberi professionisti che offrono tale sistema di pagamento tracciabile.

 

È opportuno però che non abbiano un limite di compensi e ricavi che sia superiore ai 400 mila euro. A queste realtà può essere quindi applicato il bonus POS e tutti i suoi vantaggi.

 

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