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I guai della sanità savonese? “L’assenza di medici specialisti, ecco il perché…”

Il dott. Duccio Buccicardi, medico radiologo e sindacalista mette a nudo criticità di vecchia data

Savona. L’emergenza Covid e la difficile situazione ha portato i nodi al pettine di una sanità savonese con problemi strutturali e criticità non imputabili solo a scelte dell’immediato o del breve periodo.

L’analisi arriva da un esperto, il dott.  Duccio Buccicardi, medico radiologo e segretario provinciale del SNR-FASSID (Sindacato Nazionale Area Radiologica), che interviene nell’attuale dibattito sui problemi ospedalieri e della stessa assistenza sanitaria a livello di servizi e prestazioni.

“Ultimamente sto seguendo con attenzione la preoccupante carenza di medici specialisti ospedalieri, che (ad esempio) ostacola l’apertura del Centro Ictus presso l’Ospedale San Paolo e la riapertura del Punto Nascite presso l’ospedale Santa Corona” afferma.

“Il problema riconosce le seguenti principali cause: mancata pianificazione del fabbisogno di specialisti da parte di tutti i Governi degli ultimi 20 anni; progressivo ed inesorabile incremento dei contenziosi medico-legali e degli episodi di violenza e percosse a danno dei colleghi; costante incremento dei carichi di lavoro assistenziale (visitare e curare i pazienti); costante incremento delle incombenze burocratiche e gestionali, non correlate all’attività assistenziale; retribuzione assai poco attrattiva (in rapporto al costo della vita, lo stipendio del medico ospedaliero italiano è al penultimo posto tra i 27 Paesi europei)” afferma il medico, che elenca nel dettaglio i punti critici.

“Risultato? I medici ospedalieri attualmente in servizio scappano appena possono (anticipando la pensione o licenziandosi per lavorare come liberi professionisti nel privato) e i (pochi) neo specialisti scappano all’estero”.

“Pertanto, nonostante oggi in Italia esercitino la professione circa 400 mila medici, i concorsi ospedalieri per assumere specialisti vanno deserti. Per questo è indispensabile una radicale inversione di rotta, che possa garantire il personale medico adeguato” conclude.

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