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Fallimento della Scavo.Ter: i fratelli Fotia condannati per bancarotta

Sottratta una somma complessiva di 1.125.000 euro dal patrimonio sociale

Savona. I fratelli Donato, Pietro e Francesco Fotia sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta e per distrazione in relazione al fallimento della Scavo.Ter, dichiarato il 22 aprile del 2016 dal tribunale di Savona.

Ai fratelli Fotia è stato contestato di aver sottratto una somma complessiva di 1.125.000 euro dal patrimonio sociale, ovvero il corrispondente dei compensi per gli amministratori, ovvero due dei tre imputati, versati “in assenza di delibera assembleare di autorizzazione”, contribuendo quindi a creare una situazione di dissesto nei conti della società.

Al termine del processo il Pubblico Ministero Giovanni Battista Ferro aveva chiesto una condanna a 4 anni, mentre gli avvocati difensori l’assoluzione. Il Tribunale ha emesso una sentenza di condanna a 3 anni e 6 mesi, accogliendo il quadro probatorio dell’accusa.

Pietro Fotia si era difeso portando in aula le delibere relative ai pagamenti finiti nel mirino degli inquirenti, documenti giuicati non validi perché il consiglio di amministrazione era decaduto.

Donato Fotia era stato rinviato a giudizio come presidente del cda e amministratore delegato della Scavo.Ter dal 2007 al 2015 e poi come liquidatore, Pietro come amministratore di fatto dell’azienda di famiglia, mentre Francesco come consigliere del cda dal 2007 al 2015.

Nello specifico, i pagamenti contestati con l’accusa di bancarotta sono relativi a 906 mila euro circa, tra il 2010 e il 2015, destinati a compensi per gli amministratori Donato e Francesco; ad altri pagamenti non giustificati per 12700 euro a favore di Francesco, effettuati tra 2012 e 2015; ma anche ad altri pagamenti erogati a favore del consiglio d’amministrazione nell’anno 2009 per 206 mila euro.

Nel processo si era costituito come parte civile il curatore fallimentare della Scavo.Ter Stefania Chiaruttini rappresentato dall’avvocato Carlotta Fiori: la sentenza del collegio ha stabilito che dovrà essere risarcita dai fratelli Fotia, oltre al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro.

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