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Era post-Covid, Bassetti: “Febbre gialla candidata per prossima pandemia”

L'infettivologo: "Il Covid non è e non sarà il nostro unico problema..."

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Liguria. “Le infezioni vanno guardate con molta attenzione. Non hanno un solo volto e non dobbiamo farci ingannare. C’è un motivo se si parla della nostra epoca come «l’epoca dei microbi». Così come c’è un motivo se gli scienziati sapevano con assoluta certezza che sarebbe arrivata una pandemia simile a quella che abbiamo vissuto” e “la febbre gialla è una seria candidata per una futura pandemia“.

Parole dell’infettivologo Matteo Bassetti, che in un post su facebook propone un’analisi sul mondo “dopo il covid”, mettendo in guardia sugli scenari futuribili per quanto riguarda la diffusione di nuovi virus e relativi problemi medico-sanitari per la comunità.

Le cause? “L’abuso di antibiotici – scrive il il direttore della clinica di malattie infettive del San Martino – Farmaci antibatterici che, utilizzati nel modo sbagliato, sia in medicina umana che soprattutto in veterinaria e agricoltura, sono diventati negli anni alleati delle infezioni batteriche. In Italia più di diecimila decessi all’anno sono correlati all’antibiotico-resistenza. Questo significa che i pazienti hanno molte più possibilità di incorrere in complicazioni gravi dopo essere stati ricoverati in terapia intensiva o aver subito interventi complessi. L’antibiotico-resistenza rischia di compromettere un quadro clinico grave e dà una grossa mano all’infezione data dal virus. Questa è già oggi una pandemia batterica che porterà, se non interverremo, a 10 milioni di morti nel 2050“.

Poi c’è la globalizzazione. “Il fatto che nel mondo attuale gli spostamenti siano sempre più semplici, economici e veloci, che le persone siano sempre più interconnesse, ha una contropartita. Perché aumenta la possibilità di diffusione dei microbi, come è accaduto agli albori dell’epidemia causata dal SARS-CoV-2, che il giorno prima era in Cina e il giorno dopo in Germania o in chissà quale altra parte del mondo“.

bassetti febbre gialla

Ma non solo: un fattore aggravante è anche la sovrappopolazione e l’erosione degli ambienti naturali: “Ormai non esistono più luoghi davvero incontaminati, e la continua ricerca di nuovi terreni dove vivere (o da sfruttare economicamente) porta le persone a condividere i medesimi spazi con animali che potrebbero essere infetti, aumentando la probabilità che un virus o altro microbo faccia il salto di specie, arrivando fino a noi. Ma non è finita: c’è il cambiamento climatico. Il rischio, per esempio, che in Italia, a causa del fenomeno della tropicalizzazione, possano diffondersi malattie tipiche di fasce climatiche differenti. È già successo con il virus del Nilo Occidentale, che può provocare malattie gravi del cervello. Oppure il virus chikungunya, trasmesso dalla zanzara tigre tipico di alcune aree tropicali è diventato , diventando addirittura endemico in un’area del Polesine”.

Da qui il pericolo per la febbre gialla, che secondo il Bassetti potrebbe essere la prossima seria minaccia alla salute mondiale: “A causa del cambiamento climatico, il suo vettore di trasmissione principale – un determinato tipo di zanzara – si sta diffondendo enormemente in tutto il mondo, spesso portando il virus con sé. La febbre gialla è una seria candidata per una futura pandemia

Insomma, come la letterature scientifica dice da tempo, quello che abbiamo vissuto in questi mesi potrebbe essere una sorta di canovaccio per nuovi allarmi globali: “Mi piacerebbe dirvi, ora che il Covid-19 ha rubato la scena alle altre numerosissime realtà virali infettive, che sia lui il nostro unico problema. E che una volta sconfitto, saremo tranquilli. Mi piacerebbe davvero. Ma purtroppo non c’è nulla di più distante dalla realtà”.

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