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Decreto Sicurezza, Fratelli d’Italia si mobilita: “Ad Albenga le conseguenze più evidenti dell’immigrazione clandestina”

Il Decreto Sicurezza ribattezzato ironicamente “Decreto Insicurezza”

Albenga. Parte da Albenga, che (per usare le parole del commissario provinciale Claudio Cavallo) è “una delle città della provincia di Savona in cui sono più evidenti gli effetti dell’immigrazione clandestina e in cui non passa settimana senza che ci sia qualche battaglia” la manifestazione di Fratelli d’Italia contro il Decreto Sicurezza, ribattezzato ironicamente “Decreto Insicurezza” dai sostenitori del partito di Giorgia Meloni.

Fratelli Italia Albenga

Dopo il si della Camera, il documento passerà al Senato per un’approvazione niente affatto scontata. In queste ore, infatti, è in corso una frenetica “caccia” ai voti mancanti dei pentastellati, con una fronda di 16 senatori che, oltre al Mes, sono contrari proprio all’approvazione del Decreto Sicurezza. Clima acceso, dunque, intorno al decreto rimasto per mesi nel cassetto proprio a causa della “freddezza” del M5S.

La posizione di FdI è stata esplicitata nel corso di un incontro con i media tenutosi questa mattina nel centro storico di Albenga. Erano presenti il commissario provinciale di Fratelli d’Italia Claudio Cavallo; Alfio Sciuto, responsabile regionale del dipartimento “Rapporti con le forze dell’ordine e vigili del fuoco”; il segretario e portavoce cittadino di Albenga Alessandro Chirivì; il presidente del circolo di Albenga Roberto Crosetto. Assente Diego Distilo, presidente del consiglio comunale ingauno.

Ha spiegato Cavallo: “In questi giorni alla Camera dei deputati si sta svolgendo il dibattito su quello che noi abbiamo ribattezzato ‘Decreto Insicurezza’ che prevede l’introduzione di norme sempre meno rigorose su immigrazione e sicurezza. Quello che sta avvenendo è molto grave e per questo abbiamo lanciato una mobilitazione in ogni città proprio nei luoghi che soffrono l’immigrazione clandestina ed i problemi di ordine pubblico. In un momento drammatico causato dall’epidemia in corso riteniamo che non si possa monopolizzare il parlamento su questo decreto quando la sanità è al collasso, le imprese stanno chiudendo definitivamente, le partite Iva stanno aspettando gli aiuti promessi, gli Italiani che non arrivano a fine mese sono in preoccupante crescita. Questo governo e questa maggioranza stanno pensando di impedire ai figli di andare a celebrare il Natale con i genitori che abitano nel comune vicino e contemporaneamente spalancano i porti, e quindi le frontiere, non solo a chi viene da un altro comune ma da un’altra nazione e un altro continente. La cronaca purtroppo ci ricorda che il Covid viaggia anche sui barconi purtroppo insieme a qualche estremista islamico che, per ringraziare dell’accoglienza ricevuta, se ne va in giro a provocare disordini quando non già stragi e morte”.

“Basta con il delirio ideologico di certi sinistri governanti e dei loro alleati banderuole, non ce lo possiamo permettere perché sottrae soldi al nostro bilancio e serve solo a incrementare gli affari degli scafisti e le attività lucrose della mafia nigeriana. A questo proposito il governo ha tolto la tassa sui trasferimenti di denaro verso i paesi di origine (quanti soldi sporchi passano da questi canali?) magari troverà risorse compensative con una bella patrimoniale. Non ce lo possiamo permettere perché non è solo la nostra sicurezza che è a rischio ma la sicurezza di questi nostri fratelli africani disperati che vengono indotti a rischiare la vita nel mediterraneo per ritrovarsi come novelli schiavi a lavorare nei campi a 3 euro all’ora, sui marciapiedi delle nostre periferie o a spacciare droga davanti alle nostre scuole”.

Alfio Sciuto ha aggiunto: “Ci rammarica e ci lascia perplessi come non si faccia tesoro degli eventi di inaudita e terribile violenza accaduti ancora di recente in Stati a noi vicinissimi. Ciò è dovuto anche alla difficile integrazione dei soggetti extracomunitari, la loro progressiva presenza è palesemente associata al fenomeno dell’immigrazione irregolare. L’opera di demolizione arbitraria del nuovo Decreto inSicurezza causerà un ulteriore aggravio sul lavoro già complesso ed articolato che in situazioni normali è a carico delle forze dell’ordine, e sarà un più facile richiamo alle bibliche partenze dal continente africano, con le prevedibili morti di altri piccoli ed innocenti Youssef, esposti da madri criminali, ai pericoli enormi di una traversata del Mediterraneo. Infastidisce la totale mancanza di visione del futuro delle nostre diverse realtà urbane che saranno a fenomeni predatori sempre più violenti, al peggiorare del degrado sociale, all’evolversi di ulteriori atti di terrorismo, all’impossibilità di sentirsi al sicuro persino dentro al Duomo di Milano, o dentro un pullman scolastico”.

“Lascia infine perplesso persino l’uomo comune, la stucchevole retorica immigrazionista di questa maggioranza di governo, in un momento così critico caratterizzato da un’inedita pandemia e da restrizioni personali mai conosciute, verso la quale emerge ancor più chiaramente la sua totale inadeguatezza ad amministrare”.

Alessandro Chirivì: “Nel panorama socio economico della provincia di Savona la città di Albenga rappresenta il luogo dove più evidenti emergono le problematiche relative all’emergenza immigrazione, e non passa un giorno senza una notizia di cronaca relativa a disordini, arresti, spaccio e situazioni di degrado. Da piazza del Popolo ai vicoli del centro storico al lungofiume, passando per la zona di Pontelungo e piazza Europa lo spaccio di droga imperversa, aumenta il degrado delle zone meno frequentate e mette in pericolo la salute dei nostri ragazzi; i quotidiani episodi di microcriminalità, che poi sono quelli che più toccano, e peggiorano, la qualità di vita delle persone, aumentano il senso di insicurezza dei cittadini, fanno diminuire il valore degli immobili e hanno contribuito alla chiusura di alcune attività, già gravemente fiaccate dalla crisi in atto. Le istituzioni devono intervenire”.

Roberto Crosetto ha chiosato: “Chiediamo agli enti preposti, a tutti i livelli, di aumentare ancor più l’attenzione ed il contrasto verso i fenomeni delinquenziali e la lotta al consumo ed al commercio delle droghe, senza minimizzarli nascondendosi dietro alcune isole felici ad oggi meno toccate dal problema che in passato, per rendere le nostre città più sicure, più vivibili e ancor più belle di quello che già sono”.

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