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Crescita dell’indice Rt, Toti rassicura: “La Liguria è a rischio moderato: siamo ancora in zona gialla”

I dati del monitoraggio dell'Iss non preoccupano il presidente. Ansaldi: "Per diventare rossi o arancioni ci vuole rischio alto"

Liguria. L’indice Rt è risalito, la Liguria (insieme a Calabria e Veneto) è tra le regioni con il dato più alto: 1,07 contro lo 0,93 della media nazionale. In seguito ai risultati del monitoraggio, l’Istituto Superiore di Sanità aveva consigliato una proroga delle restrizioni dopo le feste, ma a margine del vaccine day di questa mattina il presidente Giovanni Toti ha rassicurato: “In base all’ultimo report dell’Iss, la Liguria è ancora in zona gialla”.

“Ovviamente nei prossimi giorni analizzeremo i dati dell’ultimo monitoraggio e ci confronteremo con il governo” ha aggiunto il governatore.

A far chiarezza sulla situazione della Regione Liguria in base agli ultimi dati è il professor Filippo Ansaldi che ribadisce come l’Rt sia “sono uno dei tanti indicatori” del monitoraggio stesso. “Rt che è stato riportato dall’isa – spiega Ansaldi – è un Rt puntuale, che è stato calcolato dall’Iss quindici giorni fa. Da almeno dieci giorni l’Rt è stabile intorno all’uno nella nostra Regione”.

Per quanto riguarda gli indicatori di monitoraggio la valutazione della Liguria è buona: “La nostra percentuale è dell’88% – spiega Ansaldi – e la richiesta dell’isa è che sia del 60%”.

Infine, il terzo grande gruppo di indicatori riguarda la cosiddetta ‘resilienza’ del sistema ospedaliero: “Per tasso di occupazione di posti letto sia in media sia in alta intensità di cura è nella soglia”.

In conclusione, dice ancora il responsabile prevenzione di Alisa, la valutazione complessiva del rischio della nostra regione è “moderato” e le Regioni diventano arancioni o rosse solo con il rischio alto. Rispetto al mantenimento dei ‘colori’ per la regioni il governatore ligure si è detto favorevole: “Il ministro Speranza ha detto che la divisione per fasce resterà e penso che sia opportuno, sia perché non sono favorevole a cambiare continuamente normative strumenti sia perché sia le Regioni sia gli stessi cittadini hanno imparato a conoscere e gestire questo sistema che consente di premiare le situazioni quando i dati sono positivi ed eventualmente di stringere in caso di necessità”.

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