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Covid, scoperta “variante italiana”: si pensa all’obbligo del vaccino su personale sanitario

A livello nazionale la media di “astensione” è del 10%, molte parti invocano questa soluzione, ora al vaglio del Governo

Liguria. Non solo quella inglese, a Brescia è stata scoperta anche una “variante italiana” del Covid-19 e si ipotizza che sia in circolazione in tutto il Paese dal mese di agosto, quindi prima di quella del Regno Unito, finita agli onori delle cronache di tutto il mondo..

A dare la notizia di questa “scoperta” il presidente della Società italiana di virologia Arnaldo Caruso, già ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’università degli Studi di Brescia, direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, che in un’intervista all’agenzia Adnkronos ha raccontato l’individuazione di questa mutazione del coronavirus.

Secondo il professore la variante italiana avrebbe “diversi punti di mutazione nella proteina Spike. Come quella inglese, anche la variante italiana ha una mutazione in un punto nevralgico dell’interazione Spike/recettore cellulare, più precisamente in posizione 501″. Ma a differenza del mutante inglese, “la variante italiana ha anche una seconda mutazione in posizione 493, che rende la sua proteina Spike leggermente diversa da quella del virus pandemico che tutti oggi conosciamo”.

La scoperta arriverebbe grazie all’osservazione di una paziente che presentava una particolare persistenza virale considerata anomala: anche dopo la guarigione i tamponi davano esito positivo con una carica virale considerabile alta. Nulla da preoccuparsi per il vaccino, sottolinea il dottore nella medesima intervista: “Il vaccino genera una risposta complessa verso tante aree della proteina Spike, anche se vi fossero alcuni anticorpi non in grado di riconoscere una zona mutata come quella in posizione 501 o 493, ce ne sarebbero sicuramente altri in grado di legarsi a porzioni non mutate della proteina“.

E proprio a poche ore dall’inizio ufficiale della campagna di vaccinazione, inaugurata domenica scorsa con il Vaccine Day nazionale, il governo starebbe già valutando un aggiustamento sulla “copertura” della somministrazione, soprattutto in ambito sanitario: secondo alcune indiscrezioni riportate dagli organi di stampa nazionali l’esecutivo, che non ha mai escluso il ricorso all’obbligatorietà come extrema ratio, potrebbe valutare l’obbligo per tutto il personale medico sanitario del nostro paese.

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