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Condanna Enzo Canepa, il “Comitato per gli Immigrati”: “Vinta una battaglia di 5 anni”

Il commento dell'associazione che aveva presentato la denuncia contro l'ordinanza dell'ex sindaco alassino

Alassio. Il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” ha vinto in Cassazione la sua battaglia contro Enzo Canepa, ex sindaco di Alassio, con la conferma della condanna per l’ordinanza “anti immigrati”.

“Dopo la condanna definitiva possiamo ritenerci fieri ed orgogliosi di un sistema giudiziario che in Italia difende i diritti civili ed umani di tutti e dunque anche di noi migranti. Siamo davvero molto emozionati – commenta Aleksandra Matikj, presidentessa del Comitato – ma ci era chiaro che quell’ordinanza, firmata nel 2015, che vietava l’ingresso e la permanenza nel Comune di Alassio a chi è di nazionalità Africana, Asiatica o Sudamericana per motivi igienico-sanitari, se non erano in grado di documentare con un certificato sanitario il loro essere immuni di ogni malattia infettiva, era palesemente discriminatoria”.

“Ci ha stupito però l’atteggiamento di Angelo Vaccarezza, capogruppo regionale di Giovanni Toti, che con un recente post denominato “Io sto con Enzo Canepa” ha cercato di suscitare ulteriori reazioni della gente alla quale lo ha rappresentato come: “Enzo Canepa, per aver cercato di tutelare i suoi concittadini, è stato condannato dal Tribunale di Savona e dalla Corte d’Appello di Genova…” quando in realtà basta pensare a quanto quella misura non sarebbe servita a nulla, visto che l’unica soluzione, in caso di pandemie come ad esempio quella attuale del Covid-19, era non solo il controllo di tutti i passeggeri in entrata nel nostro Paese, agli aeroporti e alle Dogane, ma tenere in stato di rigida quarantena chi è già infettato: tutte misure di sicurezza che anche il governo italiano ha prontamente in effetti adottato quest’anno. Infine, basta pensare che le misure di sicurezza in ogni Paese del mondo andrebbero rispettate da parte di ciascuno, non soltanto sulla base della nazionalità. È il buon senso. Ci pare opportuno aggiungere che anche noi ci teniamo ai cittadini Italiani di Alassio, questo che non si metta mai in dubbio. Ed è proprio per questo che insistiamo e fin dal 2015 nel dire che nel caso di emergenza, tutti quanti dobbiamo attenerci alle regole affinché un potenziale virus non si diffonda”.

“Spiace vedere, un’altra volta, come invece alcune politicanti cercano di strumentalizzare le questioni come questa, anche perché ho visto che lo stesso pensiero di Vaccarezza è stato condiviso addirittura da “Cambiamo Informa” di Giovanni Toti”.

E ancora: “Ricordo oggi anche come, dopo un marcato disappunto mediatico di Sonia Viale ed Edoardo Rixi per la nostra denuncia al sindaco Canepa, siano seguite, contro la mia persona, alcune gravi diffamazioni che, ovviamente, ho denunciato. Quello che certe persone non hanno capito, o fanno finta di non comprendere, è che noi denunciamo i reati, a prescindere da chi ne è l’artefice mentre dall’altra parte, e senza nemmeno prendere seriamente atto delle ragioni e delle decisioni giudiziarie giuste, agiscono in coro per attaccarci ingiustamente, slealmente ed a prescindere”.

“Sono state tante le pressioni in questi anni affinché ci tirassimo indietro ma oggi, dopo 5 anni, siamo giunti ad una vittoria, la nostra. Non dei migranti in sé ma di una parte di persone che vorrebbero dare l’esempio, di chi lotta ogni giorno per un mondo migliore e che ce la fa con le proprie mani. È la prova che in Italia la meritocrazia esiste ed è quello in cui le nuove generazioni dovrebbero credere: di potercela fare con le proprie forze lottando per le cause sociali e politiche giuste. E di questo noi adesso siamo molto contenti”.

“Dietro ai casi così importanti c’è tanto lavoro ma le discriminazioni e le istigazioni, tutte, vanno fermate per cui cogliamo l’occasione innanzitutto per ringraziare sentitamente le Autorità giudiziarie di Savona, Genova e Roma che hanno dato un coraggioso esempio, anche nel rispetto della Costituzione italiana e dell’uguaglianza” conclude.

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