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“Ci fanno chiudere nei giorni in cui lavoriamo di più”: rabbia dei commercianti albenganesi fotogallery

Tristezza e perplessità tra i negozianti ingauni per i nuovi provvedimenti voluti dal governo

Albenga. Ultima domenica prima della chiusura del 24 dicembre e tra le vie di Albenga c’è un certo movimento di persone che si affrettano per gli ultimi acquisti dei regali di Natale. Abbiamo ascoltato alcuni commercianti per capire come stanno andando le vendite natalizie e come hanno preso la chiusura – voluta dal governo con l’ultimo decreto– a partire dal 24 dicembre.

Albenga, le perplessità dei commercianti sul nuovo provvedimento voluto dal governo

“Cosa vuole che le dica, questa nuova chiusura è un disastro – racconta Pollini oggetti per la casa -. Il lavoro si concentra in estate e a Natale. Non ce lo possono dire tre giorni prima che si chiude. Per noi non è sicuramente una bella cosa. Vedremo cosa succederà da oggi al 23. Se non si lavora oggi che è domenica è un pasticcio. Abbiamo fatto acquisti e ora dobbiamo pagare, se ci avessero informato in tempo ci saremo preparati e non avremmo fatto gli acquisti. Sarà dura mantenere gli impegni economici con i fornitori “.

Anche Antonella Camerino, titolare della omonima gioielleria, è molto perplessa: “Le vendite sono discrete, ho una clientela fidelizzata da 27 anni, quindi non mi lamento di questo – spiega la commerciante ingauna -, mentre il problema è la chiusura della vigili di Natale che è il giorno di maggior lavoro. Io resterò aperta il 24 e fino a che non avrò consegnato tutti i gioielli e i regali ai miei clienti, che li hanno ordinati e passeranno a ritirarli, ma resterò aperta anche per il cliente dell’ultimo minuto. Conte prima ha detto liberi tutti, la gente è arrivata e poi nei giorni di Natale ci chiude? È un controsenso, allora era meglio essere drastici e chiudere le regioni”.

Cinzia Turati, di Abbigliamento Mascara non nasconde le difficoltà: “È dura, la chiusura del 24 ci ha stroncato anche perché era l’ultimo giorno in cui recuperare gli incassi – spiega l’imprenditrice -. Ci faranno di nuovo chiudere, ma io le bollette, l’affitto e la merce devo pagarla e devo anche mangiare. Hanno aiutato bar e ristoranti, ora aspettiamo che diano anche a noi i ristori, ma sarà molto difficile. Ci mancheranno gli incassi e siamo molto preoccupati”.

Daniela Rebella, di Intimamente, è pessimista: “Il mio stato d’animo è triste perché ci chiudono nei di giorni di massimo lavoro. È una cosa assurda, il virus esiste non voglio passare per negazionista, ma noi abbiamo sempre rispettato le regole e il numero di persone che possono entrare nel negozio e quindi ci sentiamo penalizzati anche dal fatto che un giorno siamo in rosso, uno in giallo. Insomma accettiamo quello che hanno deciso, ma con rammarico”, conclude

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