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Celle, il pericolo corre sotto l’asfalto: pressing del Comune perché si sciolga la vertenza delle case vicino al cantiere

Tacchino: "Il rischio di un’esondazione in caso di forti precipitazioni è elevato. La parte a mare del corso d’acqua deve essere ultimata"

Celle Ligure. C’è un grosso rischio che incombe sotto l’asfalto dell’Aurelia: quei 32 metri di corso del torrente Santa Brigida che devono ancora essere ampliati per scongiurare il pericolo esondazione ma che, al momento, rimangono così come sono perché il cantiere, in quel tratto di strada, è bloccato per la vertenza tra i proprietari di alcune case del centro storico che avrebbero subito danni dai lavori del cantiere e Anas.

“La parte a monte del corso d’acqua resta perfettamente ampliata e ripulita ed è in grado di supportare massicce quantità d’acqua – afferma Giancarlo Tacchino, consigliere comunale con delega alla viabilità – Al contrario, ed è questo che ci preoccupa moltissimo, la parte a mare del corso d’acqua deve essere ultimata. Questo, al momento, non è possibile per via della causa in atto che interessa le case vicino al cantiere. Ma il rischio di un’esondazione, in caso di forti precipitazioni, è elevato. L’auspicio dell’amministrazione comunale – continua Tacchino – è che la situazione si risolva al più presto, in maniera tale da consentire la fine dei lavori e scongiurare ogni pericolo”.

I tempi per la sentenza non saranno comunque brevi: si parla di aprile, maggio. In quella data il giudice dovrà stabilire se i danni denunciati dai proprietari delle case siano stati effettivamente prodotti dalle trivellazioni del cantiere.

Intanto al Comitato Tecnico sono stati aggiunti due nuovi esperti che effettueranno ulteriori accertamenti. I lavori dei professionisti forniranno un quadro più completo in modo da consentire un giudizio preciso sull’intera vicenda. Solo dopo il pronunciamento del giudice sarà possibile riaprire il cantiere per completare l’opera e mettere definitivamente in sicurezza l’intero corso del rio Santa Brigida.

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