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Cava Torri a Toirano, la proposta di Bianco: “Il Comune acquisisca l’area e cambi destinazione d’uso, il riempimento non serve”

E prosegue la bagarre politica: "Dando deleghe a Mattoscio il sindaco De Fezza offende i suoi colleghi di maggioranza"

Toirano. L’eliminazione del “vincolo di cavazione” e l’acquisizione dell’area per ragioni di pubblica utilità entro due o tre anni. E’ questa la proposta che Roberto Bianco, capogruppo della lista di minoranza “Non solo centro” di Toirano, lancia alla maggioranza del sindaco Giuseppe De Fezza rispetto al futuro della cava Torri, da giorni al centro della querelle politica e amministrativa.

Come noto, ad innescare lo scontro tra maggioranza e minoranza consiliare è il progetto di ampliamento della cava, che prevede un ulteriore scavo di materiale per totale di un milione e mezzo di metri cubi ed un abbancamento di 4 milioni di metri cubi a partire dai tre anni successivi all’autorizzazione di Regione. Il progetto aveva trovato l’aperta opposizione del sindaco De Fezza e della sua squadra amministrativa (e aveva innescato una parallela polemica data dal fatto che tale progetto era stato firmato da Renato Savigliano, con relativo botta e risposta tra consigliere e sindaco).

Per aggirare l’ostacolo oggi Bianco propone al Comune di acquisire la cava. Il capogruppo di minoranza chiede che venga inserita all’ordine del giorno della prossima seduta del consiglio comunale una “dichiarazione di pubblica utilità inerente all’area cava Torri, relativa all’eliminazione del presente vincolo di cavazione e con conseguente proposta di variazione della qualifica della stessa, nelle prossime previsioni di Puc/Sug, in area di interesse pubblico per il Comune di Toirano”.

In seguito, dovranno “esaminarsi di concerto le modalità procedurali di attuazione: l’insieme delle nostre idee produrrà interesse positivo nei confronti delle prossime generazioni, dei nostri figli e nipoti a venire”. Secondo Bianco “si potrebbe procedere all’acquisizione della zona per pubblica utilità, terminato il contratto di validità dell’area destinata a cavazione, in previsione di scadenza tra 2-3 anni circa”.

“L’attività di colmamento, inoltre, in questa area si può già considerare eseguita, dato il livellamento attuale del terreno. Secondo terminologia, infatti, con il vocabolo ‘colmamento’ si intende il livellamento apportato dall’acqua che scorre in superficie e ripiana i dislivelli e le disomogeneità esistenti nel terreno (vedi Treccani), differentemente dal termine ‘abbancamento’ previsto per 4 milioni di metri cubi di materiale”.

Insomma, secondo Bianco la cava sarebbe già pronta per un eventuale utilizzo altro, in quanto già “livellata”; ciò permetterebbe di evitare il suo “riempimento” con materiale di diversa provenienza, proprio l’eventualità che aveva portato la maggioranza ad alzare le barricate rispetto al progetto.

Bianco ci tiene a sottolineare che l’idea non è tutta “farina del suo sacco” ma nella costruzione del progetto di cui è solo “il portavoce” ha avuto “la collaborazione di tanti cittadini, che in questi due giorni hanno studiato con me normative, carte, progetti che il sindaco (e a quanto pare anche il consigliere Giancarlo Mattoscio) hanno in mano da molto più tempo. Tutto trovato in Rete, visto che non ci è stato possibile avere alcun tipo di materiale dal Comune”.

Per il consigliere l’obiettivo primario era “trovare una soluzione che vada bene per il Comune, per la comunità ma anche per l’imprenditore privato che attualmente gestisce la cava. E’ bene ricordare che le cave sono il principale contribuente comunale. Se e quando, tra tre anni, l’attività estrattiva cesserà, per il Comune verrà meno un importante gettito economico. Occorre dunque che l’amministrazione, insieme alla Regione, si sieda attorno ad un tavolo con il privato per trovare un accomodamento che vada bene per tutti”.

E tra le varie possibilità, Bianco ipotizza anche la realizzazione di un vasto complesso di pannelli fotovoltaici che “permettere al paese di diventare ampiamente autonomo dal punto di vista delle necessità elettriche e, contemporaneamente, di trasformare l’energia in esubero in una risorsa economica, cedendola alle varie realtà nazionale ed internazionali che lavorano proprio nel business della produzione di energie rinnovabili”.

La proposta, come detto, dovrebbe essere discussa in consiglio comunale. In vista di questo passaggio, Bianco invita tutti i membri del parlamentino a votare favorevolmente: “L’invito – aggiunge – è rivolto particolarmente ai consiglieri di minoranza, che non esito a definire ‘gli orfani di De Fezza’. Dal mio punto di vista, il fatto che il sindaco abbia deciso di affidare ad un consigliere di minoranza alcune deleghe (quali ambiente e sviluppo rurale) ad una persona esterna al gruppo di maggioranza rappresenta una grave offesa. Il sindaco sembra quasi affermare che nessuno dei suoi collaboratori sia in grado di questire questi incarichi. Io non la vedo affatto così. Tutti i membri della maggioranza sono persone validissime. E’ anche per questo che i cittadini toiranesi li hanno votati: perché li ritenevano idonei a ricoprire il loro ruolo. Evidentemente il sindaco non li ritiene all’altezza”.

Bianco, dunque, vuole metaforicamente “abbracciare” i consiglieri maggioranza “che sono stati abbandonati dal loro capo. Perché De Fezza non è un leader, ma un capo. Il leader è in grado di esaltare il potenziale di ogni singolo collaboratore, di creare una squadra in cui ognuno ricopre un ruolo importante. Lui, invece, è stato costretto a ricorrere ad un esterno. Dunque non sono io che, da capogruppo, ho perso un consigliere, ma è il sindaco che ne ha persi otto. E lo stesso Mattoscio credo abbia mancato di rispetto a chi ha votato per lui e per il nostro gruppo. Credo non si sai mai visto un consigliere di minoranza che lasciare il suo gruppo e, pur restando in minoranza, accetta le deleghe come fosse in maggioranza. Mattoscio parla di coerenza, ma il primo a dovere dimostrare di averla è lui. Vuole fare il consigliere delegato? Si dimetta dal consiglio e si faccia chiamare come assessore esterno. Queste mosse non hanno toccato me, ma il paese”.

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