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Buoni spesa, Ciangherotti (FI): “Persone in difficoltà multate perché non ne avevano diritto”

"Ad Albenga famiglie in coda ai servizi sociali per chiedere il contributo e poter pagare le multe, evitando pignoramenti di automobili"

Albenga. “Generalmente, a fine anno, si fanno i bilanci delle cose fatte, nel caso della maggioranza di Albenga guidata dal sindaco Tomatis la cosa è  difficile: cosa ha fatto? In effetti una maggioranza di sinistra che per diventare tale ha avuto bisogno dei voti di un esponente di centrodestra parte male, ma a preoccupare gli albenganesi è soprattutto la stagnazione che regna sovrana”.  Così Eraldo Ciangherotti, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale ad Albenga e assessore provinciale.

“Tomatis e la sua maggioranza – spiega Ciangherotti – hanno bocciato la mia proposta di tutelare il centro storico da supermercati al posto dei teatri con una variante di interesse pubblico per valorizzare la cultura, spiegando con arroganza che lui e la sua giunta difendono da soli la cultura, ma a me non sembra proprio e spero di sbagliarmi sul futuro dell’ ex-cinema Ambra. Tra le poche cose che ha fatto questa giunta per andare incontro alla pandemia, la più sintomatica è la distribuzione dei buoni spesa durante il lockdown della scorsa primavera. Il Comune aveva ricevuto dal governo 163 mila euro e aveva deciso di distribuire i buoni spesa a chi avesse un reddito netto non superiore ai 50 mila euro, un tetto che oggettivamente va ben oltre allo stato di necessità e che aveva coperto le richieste di soli 995 nuclei familiari”.

“Ebbene – prosegue il consigliere ingauno di minoranza – avendone diritto, avevano fatto richiesta moltissimi degli aventi diritto, ben 1510 famiglie residenti ad Albenga, molti di più di quanto previsto dagli uffici, al punto che il Comune aveva dovuto aggiungere risorse proprie, ben 85 mila euro di fondi comunali, per soddisfare le 515 domande restate senza buoni spesa. Ora arriva il bello, e ci sarebbe da sorridere, se non fosse che si parla di persone in difficoltà. C’è, in tutta Italia, una indagine da parte della Guardia di Finanza per valutare se la distribuzione dei buoni alimentari sia stata fatta correttamente. Ebbene, ci sono persone che ricevono il reddito di cittadinanza, quindi non benestanti, che sono state multate in questi giorni con una sanzione di 600 euro, perchè non avevano diritto al buono spesa”.

“Il risultato che ci sono famiglie in coda ai Servizi sociali per chiedere contributo e poter pagare le multe, evitando pignoramenti di automobili. Ora è arrivata una seconda tranche di aiuto per buoni spesa, altri 160 mila euro, ma questa volta la platea è stata ridotta, andranno a chi, nel nucleo familiare, ha un reddito annuo di 12 mila euro al massimo. Dilettanti allo sbaraglio, scappati di casa che prima ritornano a casa e meno danni fanno alla città!”, conclude Ciangherotti.

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