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Autostrade: coda per lavori sulla A10, confermata chiusura dei caselli di Pra’ e Pegli fino al 6 gennaio

I rappresentanti degli autostrasportatori e delle spedizioni sono sul piede di guerra anche alla luce dell'ultimo blocco neve

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Genova. Ancora disagi per i lavori autostradali attorno al nodo di Genova. Alle 7:34 di oggi si registravano code sulla A10 Savona-Genova in direzione del capoluogo tra il bivio A10/A26 trafori e Genova Aeroporto per lavori. Coda di 1 km anche sulla A12 Genova-Livorno in direzione Livorno tra il bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova Est per lavori.

Sulla A10 l’entrata di Genova Pegli è sempre chiusa al traffico (e lo sarà fino alle 20 del 6 gennaio, secondo quanto si legge sul sito web di Autostrade per l’Italia) verso Ventimiglia per lavori. L’entrata consigliata verso Ventimiglia è quella di Genova Pra’. Stesso termine per la riapertura dell’uscita di Pegli proveniendo da Genova. L’uscita consigliata provenendo da Genova è Genova Aeroporto. Per questo motivo si registrano più rallentamenti del solito sulla viabilità ordinaria. Chiusa sempre fino alle 20 del 6 gennaio anche l’uscita di Genova Pra’ per chi arriva da Levante. Uscita consigliata: Genova Aeroporto.

Ieri, intanto, la protesta in una nota di Trasportounito, che aveva denunciato “Conseguenze devastanti della chiusura senza preavviso dei caselli autostradali di Pra’ e di Pegli sulla A10, chiusura decisa a sorpresa dalla società Autostrade mandando in tilt l’intero sistema della viabilità e del trasporto. Il tutto nel silenzio assordante del ministro dei Trasporti”.

In realtà Aspi aveva annunciato il 20 dicembre scorso che si sarebbero potute verificare chiusure. I caselli, però, sono stati chiusi con qualche giorno di ritardo a causa del maltempo, anche se la riapertura viene per ora confermata nella notte tra il 6 e il 7 gennaio.

“Facciamo volentieri a meno – aveva detto il coordinatore ligure di Trasportounito Giuseppe Tagnochetti – di melensi spot istituzionali sul ruolo dell’autotrasporto, quando ormai puntualmente a questa categoria non vengono riconosciuti né rispetto né dignità sul lavoro”. Ormai sembra un muro contro muro tra Autostrade e le categorie dell’autostrasporto.

Sul piede di guerra anche l’Osservatorio logistica trasporto merci e spedizioni di Genova, che ha definito “indecorosa e indegna” la chiusura dei caselli senza avvertimento. L’Osservatorio ricordato che solo pochi giorni fa, il 12 dicembre, aveva effettuato, sotto gli uffici di Aspi, una manifestazione di protesta per denunciare le criticità sofferte e tutti i disagi patiti, riversati anche sulla cittadinanza, per via dei disservizi alla categoria, e agli utenti in generale, causati da Autostrade alla luce del blocco del 4 dicembre causa neve.

Le parti costituenti l’Osservatorio avevano evidenziato alla prefettura che sarebbe stato doveroso da parte di Aspi scusarsi con la categoria per le dichiarazioni rilasciate dal suo amministratore delegato, oltre alla necessità di capire, affrontare e provare a risolvere, con un serio confronto con la Società, le criticità del sistema, con uno spirito di collaborazione che il settore ha sempre dimostrato.

Nella nota l’osservatorio precisa che “la manifestazione del 12 dicembre non è stata strumentale, come sostenuto da Aspi, per ottenere ristori, al contrario è stata indetta, in un contesto simbolico di sabato mattina per non creare ulteriore disagi ai cittadini, per chiedere a gran voce che la categoria sia posta in condizioni di poter lavorare, quotidianamente in sicurezza, anche quando nevica. Come del resto è sempre stato, sino a qualche anno fa. Non è più tollerabile che ormai per Aspi la parola d’ordine sia risparmio, su tutto, su operazioni basilari che mettono a rischio tutta la categoria e l’utenza intera della rete autostradale, non è possibile non eseguire prevenzione, deve essere garantita viabilità in sicurezza, elemento fondamentale per la circolazione delle merci in Italia, per l’economia del Paese, per ripartire dopo un lungo periodo di emergenza sanitaria”.

Vengono ripercorse le tappe successive, che sembrano emblematiche della situazione: “Dopo il primo incontro in prefettura del 14 dicembre, il prefetto si è riservato di effettuare una nuova convocazione con tutte le parti interessate, compresa Società Autostrade”. Il 28 dicembre nuovo blocco neve “attribuibile unicamente e nuovamente alle inefficienze di coloro che hanno le concessioni e ne gestiscono con proprie ordinanze l’emergenza neve. Ancora un ennesimo colpo basso per il tessuto produttivo della nostra città e del suo porto. Il giorno prima era stato garantito da Aspi che non vi sarebbe stata nessuna limitazione ai mezzi pesanti. Sempre il 27 dicembre era stato comunicato che, a fronte di precipitazioni abbondanti, si sarebbe valutata la possibilità di un filtraggio scaglionato utilizzando anche le aree portuali. Tali disposizioni sono state del tutto disattese in quanto alle 4 del mattino, circa, del 28 dicembre i mezzi pesanti e gli autisti sono stati bloccati, ancora per molte ore all’interno dei porti o nei vari parcheggi di fortuna, dal codice rosso emanato da Aspi che determinava il divieto di circolazione dei mezzi pesanti causa neve”.

L’osservatorio a questo proposito fa alcune domande ad Autostrade: “Perché, a distanza di pochi giorni dalla prima nevicata annunciata, che ha causato la paralisi e il ‘sequestro’ di una categoria di lavoratori, si è nuovamente ripetuta una situazione analoga? Quale prevenzione è stata messa in atto al fine di scongiurare un ennesimo disservizio? In che tempi preventivi, su un allerta neve, viene data disposizione alle squadre di avviare le operazioni di spargisale? Di quanti mezzi è costituita una squadra, quanti lavoratori necessitano e quanti invece ne vengono utilizzati in nome del risparmio?”.

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