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Associazioni ambientaliste: “Torna la legge regionale sfascia parchi, dubbi sulla costituzionalità”

"Enti Parco depotenziati con la sottrazione di personale e un nuovo organismo per ridiscuterne i confini"

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Liguria. “Senza la minima discussione con le associazioni e senza alcun passaggio nelle commissioni consiliari, la Regione Liguria ha approvato, il 23 dicembre con un blitz, gli emendamenti alle disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2021, tornando all’attacco dei parchi regionali”

L’affondo arriva dalle associazioni ambientaliste liguri, che tornano ad attaccare le scelte dell’amministrazione regionale sul fronte dei parchi e delle aree tutelate: “Non è bastata l’approvazione della legge regionale “taglia parchi”, nell’aprile 2019, ampiamente contestata dalle associazioni ambientaliste, escursionistiche, di protezione del paesaggio e dei movimenti giovanili – legge poi dichiarata, in molti dei suoi articoli e commi, illegittima dalla Corte Costituzionale – con cui si sono tagliati centinaia di ettari di aree protette in Liguria a soddisfare gli interessi di chi non considera i parchi motori di sviluppo e luoghi di eccellenza del territorio per la tutela della biodiversità e dell’ambiente”.

Secondo le associazioni firmatarie della nota stampa, che sono CAI Regione Liguria, Italia Nostra Regione Liguria, Lipu, WWF Italia Delegazione Liguria e Legambiente Liguria, le scelte dell’amministrazione regionale depotenzierebbero: “Gli enti stessi, sottraendo il personale che verrebbe distaccato dalle dipendenze dirette dei parchi, ledendone l’autonomia, alla Regione, senza la garanzia che il personale stesso rimanga ad occuparsi di aree protette. Il pretesto di questa novità è la razionalizzazione delle spese, ma nel comma approvato si fa esplicito riferimento alla volontà di “costituire un omogeneo e unitario assetto organizzativo performante…” riunendo uffici, servizi e funzioni, l’Ente Parco unico per la Liguria”.

Cose che secondo gli ambientalisti sarebbe “Una scelta pessima, in parte già attuata avendo tre parchi un unico direttore, che porterebbe ad una centralizzazione del governo e della tutela di territori con ambienti particolarmente diversi e lontani tra di loro (dalle Alpi Liguri, al Parco dell’Aveto sino a Monte Marcello – Magra Vara, passando per il Beigua, l’Antola e Portofino), a discapito della presenza fisica e reale tra le comunità dei territori allontanando le persone qualificate e professionalmente preparate per operare nei Parchi”..

Ma non solo: “Viene poi istituita la “Conferenza dei Sindaci” in seno ai parchi, un organismo di cui non si comprende l’utilità valutato che esiste già la Comunità del Parco dove sono rappresentati gli enti locali territoriali, e che svolgerebbe attività consultive per la ridefinizione dei confini entro cui sono comprese le aree protette”.

“Noi pensiamo che tale operazione sia funzionale solo a restringere ulteriormente tali confini, sottraendo importanti porzioni di territorio alla dovuta protezione – concludono – Si forzano infine, ampliandone la composizione attualmente a cinque componenti, i direttivi di due Enti parco regionali. Quello di Monte Marcello Magra-Vara vedrebbe l’addizione di un componente appartenente alle categorie produttive, ma senza specificare quali categorie rimanendo decisamente nel vago, mentre per le Alpi Liguri entrerebbero due nuovi componenti in rappresentanza degli enti locali. In entrambi i casi sarebbero rappresentanti senza diritto di voto deliberativo ma anche in questo caso ci chiediamo quale sia il senso di questa operazione se non quello di accontentare interessi sul territorio che poco hanno a che vedere con la capacità organizzativa e funzionale alla promozione delle aree protette che gli enti parco dovrebbero continuare a svolgere. Continueremo, come in passato, a difendere le nostre aree protette anche portando le novità di questi emendamenti all’attenzione del Ministero dell’Ambiente e ad una valutazione della loro costituzionalità”.

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