IVG.it -  Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Lettere al direttore

“Angoscia, incubi e urla nel sonno: ecco cosa Fortnite ha fatto a mio figlio”: il racconto di una mamma

"Ho ceduto perché molti genitori permettevano di giocare al videogame, ma avrei dovuto proteggerlo seguendo il mio istinto"

Più informazioni su

Ponente. Circa un anno fa nostro figlio voleva scaricare Fortnite. Già per principio non approvo che i miei figli giochino con giochi basati su violenza e uccisioni, mi ricordano le sparatorie scolastiche e l’orribile caso accaduto in Norvegia su un’isola, dove un ragazzo si era messo a sparare a dei bambini come nella scena di un videogioco, e su Fortnite le scene si svolgono proprio su un’isola. Come coppia non siamo riusciti a mantenere un fronte unito e quindi il gioco è stato scaricato.

Il bambino ha fatto presente : ′′Tutti gli altri miei coetanei ci giocano, non c’è sangue, è solo un gioco, so che uccidere non è divertente. Mamma perché sei sempre così severa?“. Mi sono sentita fuori luogo come mamma. Forse sono troppo severa, ho pensato. Forse tutti gli altri stanno lasciando che i loro figli abbiano una vita e io sono troppo rigida e lo rendo infelice, mentre gli altri stanno lasciando vivere i propri figli.

Come genitori, eravamo entrambi troppo occupati e distratti per notare gli effetti e collegarli al gioco, i segnali c’erano, ma non li abbiamo subito collegati al gioco. Filippo ha iniziato a svegliarsi di notte, ad essere irrequieto, aggressivo, annoiato, disinteressato. Ha smesso di disegnare. Ha smesso di giocare con i giocattoli tradizionali. Ha iniziato a contare i minuti che lo separavano dalla prossima partita. Praticamente dipendente.
Gli è stato permesso solo trenta minuti alla volta. In alcune occasione anche un’ora intera. E non tutti i giorni. So che molti bambini non sono monitorati durante il giorno e possono giocare per ore e ore. Eppure, questo gioco sembrava influenzare enormemente il suo comportamento e la qualità del suo sonno. Così l’abbiamo tolto e lasciato giocare a intermittenza. Gli abbiamo permesso di giocare una settimana e poi tolto per un mese. Alla fine, ci cascavo di nuovo perché ′′Dai, tutti i miei amici possono giocarci…”.

Una notte a fine agosto il bambino ci sveglia tutti nel cuore della notte urlando come se qualcuno stesse cercando di strappargli la pelle di dosso. Gridando nomi di pistole e fucili, urlando come in un film horror. Mio marito cerca di a calmarlo. Ma peggiora le cose, perché mio figlio, ancora addormentato, pensa che suo padre sia un nemico, arrivato lì per ucciderlo.

Quello che è accaduto mi sembra molto simile al disturbo post-traumatico. Ho letto storie di soldati che soffrono di disturbi post traumatici da stress che colpiscono il sonno dopo essere stati in zone di conflitto. Com’è possibile che la stessa cosa stia succedendo a mio figlio?

Non dico che stia succedendo a tutti i bambini, ma sicuramente al mio. La sua fervida immaginazione e fantasia non lo hanno di certo aiutato. Da genitori abbiamo deciso di togliere il gioco e non permettergli di giocare più fino a quando non sarà più grande. Il gioco è consigliato dai 12 anni insù quindi atteniamoci a quello. Niente Fortnite fino a 12 anni, figliolo! Ovviamente protesta per qualche giorno, poi dimentica l’esistenza del gioco e va avanti. Inizia a tornare al normale comportamento, senza incubi, torna il disegno e la lettura ect.

E poi. E poi dopo mesi torna alla carica, vuole giocare a Fortinite, perchè nonostante il gioco sia consigliato dai 12 insù, “tutti i bambini anche più piccoli (persino i primini) ci giocano” dice. “No, abbiamo detto insieme io e mio marito.. Questa volta, entrambi totalmente convinti e fermi nella nostra posizione. Lunedì, è andato a casa di un amico e ovviamente, hanno giocato a Fortnite. Per la prima volta dopo mesi. Ha detto che ci ha giocato per 1 ora, quindi presumo che fossero almeno 2. Ed ecco che tornano gli incubi.

La stessa notte non riusciva ad addormentarsi. Piangeva nel sonno, sudava.. di nuovo incubi. Questo era lunedì. Ieri sera (martedì), di nuovo. Non riusciva ad addormentarsi e si è svegliato piangendo e con gli incubi. Questa volta sono riuscita a farmi raccontare nel dettaglio il suo sogno, dopo aver ammesso che l’incubo riguardava una scena del video gioco Fortnite. Lui era rimasto solo, qualcuno lo stava inseguendo e alla fine l’aveva preso. Per descrivere come si sentiva, ha usato la parola: angosciante. Esattamente come io descriverei l’essere su un’isola con 99 persone, il cui scopo del gioco è uccidere. Ne resta uno solo: quello che ha ucciso tutti gli altri.

Finalmente mio figlio (ora ha 9 anni) è d’accordo, capisce che il gioco non gli fa bene, se poi di notte sta male, e concorda con me. Quindi non giocherà più a Fortnite.

Nel mio cuore sapevo già che non avrebbe dovuto giocarci, ma ho ceduto. Ero troppo impegnata per combatterlo ogni volta, ogni giorno. E lui è stato abbastanza intelligente da farmi sentire in colpa se non gli avessi permesso di giocare, visto che lo facevano tutti.

Il mio lavoro di mamma è proteggere i miei figli dalle cose che non sono adatte alla loro età. Non importa cosa i suoi amici possono o non possono fare. Devo proteggerlo a prescindere da ciò che fanno gli altri. Non tutti i bambini sono uguali, ma tutti hanno bisogno della nostra protezione. È compito nostro, non loro, prendere le decisioni giuste. Usate il vostro istinto e non seguite quello che fanno gli altri. Anche se lo fanno in tanti. Non è detto che quello che fanno in tanti sia la cosa giusta, come generazione di genitori subiamo tante pressioni ed è davvero facile sbagliare. Quello che è importante – a mio parere – è condividere le proprie esperienze e i propri errori perché possano esser di aiuto ad altri genitori che magari vivono la stessa situazione in silenzio.

Stefania

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di IVG.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere IVG senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.