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“All’ospedale San Paolo dei veri angeli”: la storia di un 70enne positivo al Covid

"Ho sempre sentito giudizi negativi, ma ho constatato personalmente che non è così. Non smetterò mai di ringraziarli"

Savona. Tampone positivo al Covid-19, difficoltà respiratorie, ricovero in ospedale. Un’esperienza che nessuno si augura di vivere, ma purtroppo durante gli ultimi mesi in tanti hanno dovuto affrontare quest’agonia da soli e lontano dai propri cari. Un’agonia resa più confortante se all’arrivo in ospedale si trova personale sanitario che aiuta i pazienti non solo a guarire, ma anche a superare un momento difficile dal punto di vista morale e psicologico.

E così è accaduto a Carlo Castello, 70enne di Millesimo, che racconta la sua storia. “Sono stato ricoverato il 18 novembre con Covid-19 e polmonite bilaterale al settimo piano area gialla malattie infettive del San Paolo. Quando vieni portato in questo reparto hai il 50% di possibilità di farcela, per fortuna ho sconfitto il ‘mostro’ e sono stato dimesso il 2 dicembre dopo aver perso 11 chili e aver avuto tanta paura”.

Dei momenti davvero difficili per il valbormidese, che però è stato rincuorato e sportato dallo staff medico ed infermieristico: “Dopo 5 lunghi giorni e 5 lunghe notti con casco Cpap – prosegue –  sono stato fortunato perché mi hanno preso in custodia le infermiere, le oss e le ausiliarie: angeli di questo reparto. Ragazze meravigliose, sempre gentili, premurose, pazienti e preparatissime, con loro non ti senti mai solo e mai abbandonato. Certamente non posso dimenticarmi dei dottori,  anche loro persone estremamente umane, sempre presenti che ci hanno e mi hanno riservato un trattamento da figlio aggiornando costantemente i nostri familiari. Noi sfortunati, che siamo entrati al settimo piano area gialla, siamo stati curati da angeli travesti da persone”.

“Ho sempre sentito giudizi negativi verso l’ospedale San Paolo di Savona, ma ho constatato personalmente che non è così e che la gente è solo pretenziosa e fa critica distruttiva. Ringrazio senza limiti tutti quanti, vi ringrazio per la vostra infinita umanità. Non vi dimenticherò mai…non so quanti grazie dovrei dirvi!” conclude.

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