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Addobbi natalizi non pagati ad Alassio, l’ex sindaco Canepa difende Lucia Leone: “Vittima di falsità”

La diretta interessata si proclama totalmente estranea alla vicenda: all'epoca dei fatti era solo consigliere comunale e non assessore

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Alassio. “Lucia Leone all’epoca non era in giunta, e pertanto il suo nome non compare nella delibera“. Sono le parole con cui il legale dell’ex assessore, l’allora sindaco Enzo Canepa e la diretta interessata provano a mettere fine alla polemica nata nei giorni scorsi ad Alassio in merito a degli addobbi natalizi acquistati dal comune di Alassio al tempo dell’amministrazione Canepa il cui costo la ditta non è ancora riuscita ad incassare.

Una polemica che si trascina da tempo. Alcuni giorni fa l’attuale sindaco Marco Melgrati in un post sulla sua pagina Facebook commentava la notizia andando all’attacco, definendo la vicenda come “un errore della passata amministrazione Canepa”. Si ventilava infatti la possibilità che l’ex assessore Lucia Leone corresse il rischio di sborsare di tasca propria la somma spesa dal comune in addobbi natalizi, circa 10.000 euro, soldi che la ditta che ha fornito gli addobbi non riuscirebbe ad incassare dal Comune di Alassio. Una vicenda che come prevedibile ha poi preso la strada delle vie legali.

Ed è finita così: a carte bollate. Lucia Leone ha deciso di rompere il silenzio ed entra nel merito: “Ho subito un attacco personale e politico palesemente falso, in qualità di ex assessore del comune di Alassio negli anni in cui alla guida dell’amministrazione era sindaco Enzo Canepa. In merito alla vicenda in cui sono stata tirata in ballo che vede contrapposti un’azienda privata ed il comune di Alassio, mi dichiaro totalmente estranea alla vicenda: dopo aver effettuato ricerche seguendo il corretto iter burocratico, oggi con grande piacere posso confermare la mia estraneità ai fatti, e sono in possesso di documentazione inequivocabile che lo prova“.

“Sono dispiaciuta per l’attacco politico ricevuto – prosegue – perché alla luce di tutto questo è da considerarsi palesemente falso. Inoltre in questo momento le persone non hanno bisogno di vivere sterili polemiche e onestamente non ne trovo ragione. Purtroppo è stata scelta la strada più facile e scandalistica, per screditarmi come donna in politica e come persona, quando invece ho sempre lavorato per il bene della collettività e mai per scopi personali, con umiltà e rispetto dei ruoli”.

A conforto delle dichiarazioni dell’ex assessore si esprime il suo legale, l’avvocato Frédéric Marie Lettera: “Lucia Leone viene coinvolta in una vicenda che la vede totalmente estranea, come si può evincere dagli atti e dalle delibere di giunta. All’epoca il comune di Alassio, di concerto con le locali associazioni di categoria rappresentanti le attività commerciali, decise di acquistare, in occasione delle festività natalizie, una serie di grandi alberi da posizionare nelle vie principali del centro cittadino e nelle piazze di maggior transito. Per eseguire tale compito, l’amministrazione comunale si espresse attraverso una delibera di giunta in cui non compare il nome di Lucia Leone che, all’epoca, era un semplice consigliere comunale. Sono state divulgate notizie palesemente false, vere e proprie fake news, volte a diffamare Lucia Leone”.

Enzo Canepa, ex sindaco di Alassio all’epoca dei fatti, si dice disponibile ad ogni chiarimento in merito:”Mi sono prodigato nel conoscere la vicenda in cui si parla del coinvolgimento della ex amministratrice e, quando ho conosciuto i dettagli, sono giunto alla conclusione che Lucia Leone sia stata vittima di una vicenda mediatica che si basa su false certezze. Come giunta abbiamo dato un indirizzo politico mentre quanto scritto ha lasciato intendere un fatto completamente diverso dall’accaduto, dunque è un attacco personale palesemente falso e dò il pieno sostegno al mio ex assessore”.

Se – come afferma la Leone – esiste una delibera di giunta per l’acquisto degli addobbi natalizi, resta da accertare se ci siano stati anche l’impegno di spesa e la determina indispensabili per accompagnare la delibera di giunta e di conseguenza saldare il fornitore. Se ai tempi (2013) la Leone non era in giunta come assessore, ma un semplice consigliere comunale, ci si interroga perché proprio il suo nome sia stato tirato in ballo nella vicenda.

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