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A Finale auto degli arrampicatori multate, presentato un ricorso: “Sanzioni immotivate” foto

“Arrampicatori provenienti da tutta Europa multati con il pretesto dell’intralcio ala circolazione”

Finale Ligure. Il finalese è conosciuto, in Italia e in Europa, come la “capitale” dello sport outdoor. Il territorio offre sia sentieri per bikers e trail runners che pareti di roccia per gli arrampicatori. Non mancano le critiche al Comune di Finale Ligure che, come sostiene la guida alpina Marcello Cominetti, “mostra come bandiera del turismo internazionale le sue prerogative outdoor, senza però essersi mai impegnato nella costruzione di appositi parcheggi nei pressi delle aree di arrampicata”.

In mancanza di appositi parcheggi, gli escursionisti e gli arrampicatori sono soliti sostare in località vicine alle zone in cui svolgono la loro attività, tra cui a Calvisio Vecchia, dalla Chiesa di S. Cipriano, nel comune di Finale Ligure.

E proprio le auto parcheggiate lungo la strada hanno suscitato le polemiche degli abitanti che, come spiega una guida alpina che frequenta abitualmente questo territorio, avvisano la Polizia Locale quando, soprattutto nei fine settimana, ci sono molte automobili parcheggiate: “Alcune di queste costituiscono reale intralcio alla circolazione – riconosce la guida – ma in alcuni casi vengono multate anche quelle parcheggiate regolarmente”.

Infatti, lo scorso 4 ottobre, dopo aver ricevuto una contravvenzione da 29 euro per “sosta fermata con intralcio alla circolazione”, la guida alpina, “a nome di tutti gli arrampicatori”, ha presentato ricorso al Prefetto di Savona. Si è fatto così portavoce di tutti gli arrampicatori che “vengono ingiustamente multati”.

“Sono una guida alpina e frequento il finalese a scopo sportivo e poi professionale dagli anni ’70 – racconta -. Sono sinceramente amareggiato da questa situazione che opprime il diritto elementare di godere di un territorio naturale osservandone scrupolosamente le regole, inclusa quella del buon senso e del rispetto. Questo è il motivo per cui presento ricorso che spero vivamente venga accolto, visti i validi motivi etici e l’evidente assenza del mancato rispetto del Codice della Strada in quanto l’auto non costituiva intralcio e non ci sono cartelli di divieto di sosta”.

“Il modesto importo della contravvenzione fa sì che chi viene multato paghi senza discutere, perché è più semplice ed economico che presentare ricorso. Non essendoci una violazione del codice della strada, l’intento è quello di ‘fare cassa’ – conclude la guida -. La comunità degli arrampicatori che frequentano il finalese è sempre stata responsabile e rispettosa dell’ambiente naturale e dei suoi abitanti e nei decenni ha contribuito all’incremento turistico dell’area da cui i residenti hanno tratto enormi benefici economici e sociali. Per le sue caratteristiche l’arrampicata è uno sport silenzioso e profondamente rispettoso delle regole in tutti i sensi”.

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