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Zona arancione, il prefetto di Savona: “Ad ora nessun’altra misura, controlli e senso di responsabilità”

"Nessuna necessità, al momento, per la chiusura di piazze, vie o altri luoghi aperti al pubblico"

Provincia. Confermato, anche ora che la provincia di Savona è in zona arancione, che non vi è la necessità, ad oggi, di adottare misure drastiche, quali la chiusura di piazze, vie o altri luoghi pubblici o aperti al pubblico, come già valutato nelle scorse settimane. Controlli serrati ogni giorno fino al prossimo 18 novembre, in particolare durante l’imminente fine settimana e nelle fasce orarie e nei luoghi individuati in ragione della possibilità di assembramenti.

È la linea riassunta dal prefetto di Savona Antonio Cananà al termine della riunione in videoconferenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di questa mattina a cui hanno partecipato i vertici provinciali delle Forze di polizia, il presidente della Provincia e i sindaci o loro delegati dei 19 Comuni della fascia costiera, oltre quelli di Cairo Montenotte e Carcare.

I controlli, programmati con ordinanza del Questore, vedranno impegnate sul territorio pattuglie sia delle Forze di polizia statali che delle polizie locali: “I controlli – dichiara il prefetto – saranno incentrati sul rispetto del divieto di assembramenti e dell’obbligo della mascherina e, laddove l’approccio persuasivo dovesse rivelarsi inefficace, non potranno che dare luogo all’applicazione delle sanzioni previste”.

Il dispositivo deciso nel corso del vertice di stamattina sarà riesaminato al termine del periodo di applicazione, quindi a metà della settimana prossima.

Il rappresentante del Governo ha aggiunto: “Ove dovessero verificarsi, in misura significativa, assembramenti o inosservanze di altre misure anticontagio, i sindaci interessati, d’intesa con il Prefetto, potranno valutare l’adozione di opzioni più stringenti, quali il contingentamento o la chiusura di strade e piazze”.

“Voglio infine sottolineare che, nell’attuale delicata situazione, caratterizzata da forti preoccupazioni ma pure dalle incoraggianti prospettive emergenti dalla ricerca sanitaria, il senso di responsabilità di ciascuno e l’adesione consapevole alle misure restrittive restano comunque gli strumenti più efficaci per contrastare la diffusione del coronavirus, anche quando ciò comporti qualche rinuncia alle abitudini quotidiane o ai “riti” del fine settimana. Oggi più che mai è importante non vanificare gli sforzi fatti da noi tutti”.

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