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Virus, Toti: “In Liguria va meglio che nel resto d’Italia, il nostro indice Rt è 0,79”

E ribadisce: "Inopportuno riaprire adesso le scuole"

Liguria. “Le cose in Liguria vanno significativamente meglio che nella media del Paese. L’indice Rt ad oggi elaborato dagli uffici prevenzione di Alisa è 0,79, forse il migliore d’Italia“.

Lo ha detto il presidente Giovanni Toti anticipando i contenuti del nuovo report ministeriale che definisce la situazione dell’emergenza coronavirus nelle varie regioni. Un report che “conferma un trend in discesa per tutti i principali indicatori di rischio in modo omogeneo per tutte le province. Genova guida la discesa dell’Rt in un quadro complessivamente molto buono”, ha aggiunto Toti.

Numeri che si riflettono anche nei bollettini quotidiani e che dovrebbero condurre la Liguria fuori dalla zona arancione dopo il 3 dicembre, quando scadranno sia l’ordinanza del ministro Speranza che ha prorogato le misure già in vigore sia il Dpcm del governo che prevede la suddivisione dell’Italia in “zone colorate” in base al livello di rischio.

Ieri, giovedì 26 novembre, i presidenti delle Regioni hanno incontrato i ministri Boccia a Speranza. E la prima richiesta univoca riguarda la riapertura delle scuole. “All’unanimità abbiamo ritenuto di dire al governo che si tratterebbe di una mossa inopportuna in questo momento – ha ribadito Toti – soprattutto alla vigilia di una pausa festiva in assenza di una vera programmazione per lo scaglionamento degli ingressi e con un sistema di trasporto pubblico che oggi prevede una capienza al 50% che andrebbe ritoccata ove si decidesse di far tornare in classe i ragazzi più grandi”. I governatori spingono per rinviare la ripresa delle lezioni in presenza al 7 gennaio “altrimenti – ha aggiunto Toti – si rischia che alcuni focolai vadano a impattare sulle strutture ospedaliere”.

Sul tavolo c’è anche il nuovo meccanismo di valutazione del rischio (le Regioni chiedono di valutare solo 5 parametri anziché 21) e il nodo degli impianti sciistici, questione che riguarda la Liguria per quanto riguarda il turismo in uscita. “Tutti i presidenti delle Regioni del nord hanno chiesto di tenere conto che i comprensori sono a cavallo di più nazioni, c’è la concorrenza di altri resort. Bisogna valutare con grande attenzione il tema della salute oltre al fatto che stiamo parlando di limitazioni che impattano sul sistema natalizio che vale molto in termini economici, sociali e religiosi”.

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