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Vietato morire con dignità, ora anche venire al mondo in sicurezza: chiuso il punto nascite del Santa Corona

Penalizzato un comprensorio troppo vasto. Le responsabilità dei volontari delle ambulanze. Politica, la svolta di Pignocca

Pietra Ligure. Non è un Paese per giovani, come recita un programma di Radio2, né per anziani che sono “improduttivi”, come ci ha spiegato Toti.

È un Paese in cui è negato morire con dignità – insegna l’emergenza Covid – ma scopriamo in cui è anche impossibile nascere in sicurezza, visto che da oggi non si potrà più farlo al Santa Corona, con tutte le implicazioni che cercheremo di spiegare.

La vicenda è nota. La Regione (Alisa e Asl2) ha stabilito di chiudere il punto nascite di Pietra Ligure “per recuperare personale sanitario” nel momento in cui cresce l’emergenza Covid. Sempre l’Asl2 ha ribadito stamane che si tratta di un provvedimento temporaneo che cesserà con la fine dell’emergenza. E qui già non ci siamo più, perché per la fine dell’emergenza dovremmo aspettare almeno un paio di anni (è così) e che cosa accadrà allora è difficile capire, compreso che – come temono molti – il provvisorio nei fatti si sia già trasformato in definitivo.

Ovvio che la vicenda sia soprattutto politica. Proviamo a riassumere. L’opposizione in Regione grida allo scandalo, le forze di maggioranza e lo stesso Toti provano a rassicurare sulla “provvisorietà”. Lo fa anche l’oggetto misterioso Brunello Brunetto (che aveva competenze specifiche in materia), fino a quando ieri il sindaco di Loano (caput mundi della politica e dei voti) si guarda allo specchio e rompe il fronte, dichiarandosi contrario “senza se e senza ma” alla chiusura del punto nascite del Santa Corona e guadagnandosi sul campo il ruolo di Uomo del momento, anche se non miglioreranno certo i rapporti tra Cambiamo di Toti e Lega (chissenefrega direte voi: giusto).

La presa di posizione di Pignocca, tra l’altro, va in direzione diametralmente opposta a quella del suo vice (leghista) Luca Lettieri, che ha creato un fronte intercomunale con il sindaco di Borghetto (leghista pure lui) Giancarlo Canepa: i due, forti anche delle rassicurazioni che sono giunte da Brunetto (consigliere regionale leghista), hanno ritenuto opportuno allinearsi alla prudenza degli altri colleghi del Carroccio (vedi Sara Foscolo) e precisare che “seppur preoccupati, comprendiamo le motivazioni” dietro alla chiusura e che “saremo i primi a sollecitare la riattivazione del reparto non appena saranno ristabilite le condizioni necessarie”. Un’altra conferma, semmai ce ne fosse bisogno, del clima non proprio idilliaco che si respira tra le varie anime del centrodestra a tutti i livelli. E viene da chiedersi cosa ne pensi il consigliere regionale e capogruppo di “Cambiamo!” Angelo Vaccarezza della presa di posizione di Pignocca di cui sopra.

Al coro si aggiunge anche, e va giustamente rilevato, Pierangelo Olivieri, sindaco di Calizzano e presidente della Provincia, prima noto ai più soprattutto per aver disseminato di autovelox la statale del Cadibona.

Sempre l’incolpevole Asl2 (chi comanda è Toti, che si è tenuto pure la delega alla Sanità) ci informa poi che si potrà ancora rivolgersi al Santa Corona “per emergenze ostetriche non trasportabili, parti immediati o situazioni di pericolo”. Non vorremmo essere nei panni dei pur preparati volontari della Croce Rossa e delle Pubbliche Assistenze, in viaggio con una partoriente in ambulanza magari da un lontano centro dell’entroterra: vogliamo davvero dar loro la responsabilità di giudicare se sono di fronte a “un’emergenza ostetrica”? Se vanno a Santa Corona e il pargolo sta bene lì rimproveriamo? O se invece tirano sino a Savona e puerpera e neonato vanno all’altro mondo (ipotesi crudele, è vero, ma può accadere) che facciamo, li trasciniamo in tribunale?

Chiudere Santa Corona significa lasciare senza punto nascite un vasto (per estensione e numero di abitanti) territorio che va da Imperia a Savona, entroterra compreso, ipotesi che ci sembra giusto definire non praticabile.

Infine, denunciamo con forza il mancato coinvolgimento nella vicenda dell’Enpa, la Protezione animali, essendo le cicogne ancora sprovviste di navigatore.

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