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Varazze, “narcos” tentano di sequestrare imprenditore ligure: 6 arresti fotogallery

Poliziotto si finge imprenditore e fa scattare il blitz degli agenti: a tradire gli spacciatori di droga le intercettazioni

Varazze. Forse avevano visto Narcos su Netflix e avevano deciso di emulare le gesta di Pablo Escobar, passando dal traffico di droga ai rapimenti. O forse volevano semplicemente provare a “fare il salto”, ingolositi dall’opportunità. E così hanno pianificato di sequestrare un imprenditore genovese. Ma erano intercettati, e sono finiti in manette.

“Narcos” tentano di sequestrare imprenditore ligure

E’ la storia dietro allo scenografico blitz di ieri pomeriggio a Varazze da parte della polizia di Stato savonese, con la collaborazione della Squadra Mobile e del Reparto Prevenzione Crimine di Genova. In molti ieri hanno visto e fotografato i veicoli delle squadre volanti e le auto senza contrassegni della Mobile, insieme ai cani antidroga, nella zona di via Sardi. Ma a parte il fatto che fossero in corso delle perquisizioni e che fossero stati effettuati alcuni arresti, per il resto sull’episodio aleggiava il mistero.

Oggi pomeriggio in conferenza stampa il procuratore capo di Savona Ubaldo Pelosi, il Questore Giannina Roatta e la dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello hanno rivelato i contorni dell’operazione, conclusa con l’arresto di sei persone provenienti dal basso Piemonte.

In manette 4 uomini e due donne, di nazionalità italiana, dell’età compresa tre i 25 e 45 anni, dimoranti saltuariamente in provincia, solo una donna residente nel savonese, mentre gli altri sono residenti in provincia di Torino, Asti e Pavia: Davide Termine classe 1995, nato in provincia di Bari e residente a Torino; Davide Girlanda, classe 1985 nato e residente in provincia di Torino; Claudio Isosceli, classe 1977, nato e residente a Torino; Bruno Pavese, classe 1979, nato ad Alessandria e residente nella provincia di Asti; Samantha Pluchino, classe 1995, nata in provinci di Cuneo e residente a Varazze; infine Viviana Amoretti, classe 1992, nata e residente in provincia di Pavia.

I sei componenti del gruppo criminale sono stati tratti in arresti nella flagranza del reato, in concorso tra loro, per tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, nonché per detenzione ai fini di spaccio delle sostanze stupefacenti rinvenute e per la detenzione illegale di armi.

Il blitz nasce da una indagine della Procura savonese sul traffico di droga. Secondo quanto ricostruito gli spacciatori hanno invitato un imprenditore di Genova a incontrarli in un albergo di Varazze, l’hotel “La Vela”. Ma il loro tentativo di rapirlo per chiedere un riscatto è stato vanificato dai poliziotti che hanno seguito gli sviluppi grazie alle intercettazioni telefoniche e sono intervenuti in forze, in particolare hanno scambiato la possibile vittima con un agente, così all’incontro prefissato è scattata l’operazione di polizia con il fermo dei membri dell’associazione criminale.. Le indagini sul tentato sequestro sono state affidate al sostituto procuratore Annamaria Paolucci della Procura distrettuale di Genova.

“Si tratta di una indagine partita alcuni mesi fa, legata al traffico droga. In seguito, dalle intercettazioni, è emersa la volontà di un sequestro di persona a scopo di estorsione, che ci ha imposto di intervenire in maniera tempestiva, anche per salvaguardare la vittima prescelta dall’organizzazione criminale – ha detto il procuratore capo di Savona Ubaldo Pelosi -. Sono state sequestrate armi e droga, inoltre dai primi interrogatori in corso in Procura ci sono state già le prime ammissioni da parte degli arrestati. Considerato il tentativo di sequestro a scopo di estorsione è stato aperto un procedimento parallelo presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Genova“.

“Le attività investigative iniziate nell’agosto scorso a carico di alcuni soggetti malavitosi ha avuto una brusca accelerata dopo le intercettazioni relative al sodalizio criminale: la rapida azione posta in essere da Procura e Squadra Mobile ha consentito di sventare il sequestro” ha evidenziato il Questore Giannina Roatta.

“Una associazione per delinquere davvero pericolosa ed efferata – ha sottolineato la dirigente della Squadra Mobile Rosalba Garello -. La loro base logistica era l’albergo varazzino, da dove agivano con estrema violenza e con pesanti intimidazioni nei confronti di creditori, tuttavia non pensavano arrivassero addirittura a pianificare un sequestro di persona”.

“Avevano già preso contatto con l’imprenditore genovese del settore catering, attirandolo con la scusa di voler organizzare un ricevimento illustre per il mese di marzo. A quel punto abbiamo deciso di agire per interrompere i loro piani. In primis abbiamo posto in sicurezza l’imprenditore (con la scusa di un banale controllo per il Covid…), così all’appuntamento indicato in albergo lo abbiamo sostituito con un nostro poliziotto: non appena hanno aperto la porta della stanza d’albergo abbiamo fatto scattare il blitz con il fermo di tutti i membri dell’associazione criminale. Alcuni hanno tentato di nascondersi, altri due erano nella reception, le due donne sono state bloccate una sul terrazzo (in quanto aveva compiti di osservazione dall’alto), la seconda donna fuori dall’hotel (in quanto doveva controllare la situazione)”.

“Dalle successive perquisizioni disposte nell’ambito dell’indagine abbiamo sequestrato una pistola semiautomatica modificata calibro 9 completa di caricatore con 5 cartucce, un etto circa di hashish, 30 grammi di marijuana.  A riscontro dell’ipotesi di sequestro di persona, venivano rinvenute e sequestrate due corde, un passamontagna, guanti, delle fascette contenitive, un lenzuolo, delle pinze che sarebbero dovute servire per immobilizzare la vittima. Inoltre, uno degli indagati risultava armato e portava, occultata nei pantaloni, una pistola funzionante e pronta all’uso. L’hotel stesso è stato posto sotto sequestro, oltre a 4 autovetture in uso all’associazione a delinquere. Nel corso di altre perquisizioni effettuate in provincia di Torino, con la collaborazione di quella Squadra Mobile, sono state inoltre sequestrate una pistola a tamburo modificata, una pistola semiautomatica modificata, un chilogrammo circa di marijuana e 65 grammi di cocaina e vario materiale per il confezionamento della droga” ha concluso la dirigente Garello.

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