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Vaccino antinfluenzale, Bagnasco (FI) scrive al ministro Speranza: “Abilitare farmacisti alla somministrazione”

"Mai come quest'anno la vaccinazione antinfluenzale assume un valore fondamentale per tutta la popolazione"

Liguria. Nell’autunno del Covid-19, come prevedibile vista la sovrapposizione dei sintomi influenza/Coronavirus, c’è stato un aumento di richieste di vaccini, che risulta superiore agli anni passati. Vista l’urgenza relativa sia ai tempi sia alle modalità di intervento, e visto l’aggravarsi della situazione sanitaria, l’onorevole di Forza Italia Roberto Bagnasco ha interrogato il ministro della salute Roberto Speranza “per sapere se intenda porre in essere le iniziative di sua competenza volte a inserire un’apposita norma all’interno di un provvedimento urgente del Governo, che abiliti espressamente i farmacisti a inoculare i vaccini antinfluenzali direttamente nelle farmacie, come del resto avviene già in 36 paesi al mondo, di cui 14 europei, tra cui Germania, Portogallo, Inghilterra, Austria ma anche USA e Canada, intervenendo così sull’ormai superato Regio Decreto n. 1265/1934 e demandando ad un successivo decreto ministeriale la definizione di aspetti e procedure relativi all’abilitazione di farmacisti e idoneità strutturale delle farmacie”.

Il capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali alla Camera, dopo aver depositato l’interrogazione al Ministro della Salute, Roberto Speranza, commenta: “Mai come quest’anno la vaccinazione antinfluenzale assume un valore fondamentale per tutta la popolazione, sia per i soggetti identificati come a rischio sia per i soggetti attivi, poiché semplificherebbe la diagnosi e la gestione dei casi sospetti di Covid-19, dati i sintomi simili e sovrapponibili a quelli dell’influenza stagionale, con la conseguente diminuzione del carico gravante sulle strutture sanitarie pubbliche”.

“A ciò si aggiunge l’ulteriore preoccupazione che, una volta disponibile il vaccino per il Covid-19, il sistema sanitario nazionale non riesca a sostenere, come dimostrato già in occasione del vaccino anti-influenzale, il carico di forze necessario alla sua distribuzione e somministrazione – continua il politico – La situazione evidenzia ancor di più quanto sia anacronistica la disposizione (di cui all’art. 102 del Regio Decreto 1265/1934 recante Testo Unico delle leggi sanitarie) spesso invocata per escludere la possibilità di effettuare vaccini in farmacia, come già evidenziato dall’evoluzione normativa in materia di farmacie dei servizi di cui alla legge 69/2009, e dalla sentenza del il Consiglio di Stato, 3357/2017, che ha precisato che il divieto dell’esercizio dell’attività medica nei locali della farmacia non deve intendersi in senso assoluto e al punto da impedire qualsivoglia attività all’interno della farmacia, ritenendo così l’art. 102 T.U.L.S. superato proprio dalla L.69/2009” conclude Bagnasco.

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