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Trasporto pubblico locale, allarme dei sindacati: “Aziende in crisi, risorse per superare la crisi Covid”

Preoccupazione anche in vista della tenuta occupazionale e del servizio

Liguria. Crisi del trasporto pubblico locale per l’emergenza Covid: l’allarme arriva dai sindacati di categoria dopo l’incontro con l’assessore ai Trasporti della Regione Liguria Gianni Berrino, in presenza degli enti di governo provinciali e delle aziende di trasporto pubblico locale della Liguria.

“Preso atto delle notizie comunicate dal Ministero dei Trasporti alle Regioni relative alle iniziative da mettere in campo in previsione della ripresa delle attività (mantenimento della capienza del 50 per cento dei passeggeri trasportati più ulteriori 300 milioni da utilizzare entro il 31 gennaio per ristorare le aziende e per servizi aggiuntivi), le organizzazioni sindacali si dichiarano allarmate per lo stato in cui versa il settore. Principale preoccupazione è l’incertezza sulla tenuta economica delle aziende, considerata anche la colpevole sottocapitalizzazione delle stesse società” affermano le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Fna.

“Infatti, le risorse fino ad oggi stanziate a livello nazionale per il trasporto pubblico su gomma e ferro (500 milioni dal decreto Rilancio più 400 milioni dal decreto agosto di cui 300 da utilizzare per servizi aggiuntivi, più 300 milioni dal decreto Ristori bis di cui 100 milioni per servizi aggiuntivi), vista anche l’indeterminatezza dei tempi di effettiva assegnazione, non appaiono sufficienti a garantire la continuità aziendale delle società che forniscono il servizio, tenuto conto che devono essere impiegate anche per il rimborso degli abbonamenti non utilizzati durante il primo lockdown”.

“Vista anche la limitatezza del parco mezzi, dovuto ad anni di tagli ai finanziamenti statali al servizio di trasporto pubblico, oggi vengono al pettine tutti i nodi, e il sistema appare palesemente non in grado di affrontare la fase della ripresa in sicurezza per i cittadini”.

“Qualora venisse confermata la capienza del 50 per cento nel momento della riapertura delle scuole e contestualmente la ripresa delle attività produttive e di molti lavoratori oggi in smart working in assenza di una seria riprogrammazione dei tempi delle città, ci troveremmo nella stessa condizione delle settimane passate, tenuto anche conto che nessun controllo equivale a nessun rispetto dei limiti”.

“Auspichiamo pertanto che sia finalmente riconosciuta la necessità di rifinanziare adeguatamente il Fondo nazionale trasporti visto le risorse tagliate nel 2011 nell’ambito delle politiche di austerity, perché nessuna riforma del settore può essere attuata senza le adeguate risorse, tenuto anche conto che non appare pensabile al momento procedere a una riforma complessiva che richiederebbe una maggior certezza del quadro e sicuramente un serio coinvolgimento di tutte le parti coinvolte” concludono i sindacati.

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