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Svolta digitale per il Museo dell’Orologio, al via progetto da 85mila euro foto

Percorso museale anche a distanza, grazie agli interventi multimediali

Tovo San Giacomo. La chiusura forzata causa Covid1-9 non ha impedito l’avvio, in questi giorni, delle prime fasi del progetto di valorizzazione “Le Macchine del Tempo” al Museo dell’Orologio da Torre che si svilupperà nei prossimi due anni dipanandosi fra interventi strutturali, di comunicazione, didattici e di divulgazione scientifica, grazie al finanziamento da 85.000 euro (75% del totale) ottenuto da Compagnia di San Paolo e al cofinanziamento (25%) del Comune di Tovo San Giacomo.

A distanza di circa dieci anni dall’ultimo importante intervento di riallestimento e raddoppio della superficie espositiva, l’amministrazione comunale ha predisposto, con il contributo degli architetti Chiara Gagliardi e Andrea Lorenzon dello studio “CIVICO13″ e la supervisione dell’Ufficio Tecnico Comunale, un intervento di funzionalizzazione digitale e multimediale del percorso museale.

Le Macchine del Tempo, articolato su azioni strettamente connesse fra loro, comprenderà tra l’altro, l’inventario, la digitalizzazione e la divulgazione dell’Archivio Bergallo, un progetto editoriale, attività didattiche, scambi culturali con altri musei europei, partecipazioni a festival cinematografici e aperture ed eventi straordinari che coinvolgeranno tutta la popolazione.

Il progetto diventa cruciale in una fase di crescita del museo per favorire un recupero più ampio della memoria storica custodita al di fuori del museo stesso grazie ai suoi archivi e al recupero di materiali oggi non fruibili per fare del museo un vero strumento di promozione culturale e territoriale, un luogo reale e virtuale di condivisione, di conoscenza e di fruizione aperta e in espansione.

Il progetto è stato inoltre inserito negli elenchi delle proposte sostenibili tramite lo strumento dell’Art Bonus: sul sito www.artbonus.gov.it ogni cittadino interessato potrà sostenere l’iniziativa e ottenere un beneficio fiscale del 65% sotto forma di credito di imposta.

Spiega Giulia Rossi, consigliere delegato al Museo: “Oggi i musei, anche i piccoli musei come il nostro, devono adeguare il loro linguaggio alle nuove modalità di comunicazione digitale e per questo motivo, oltre che per valorizzare il cospicuo patrimonio documentario e iconografico raccolto negli anni si è pensato a questo intervento complessivo e complesso”.

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