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Spacciano portandosi dietro i figli, la droga nascosta nei giocattoli: arrestati dalla Polizia fotogallery

Ricevevano i loro clienti anche nel parcheggio dell'ospedale San Paolo

Savona. Ricevevano i loro clienti anche nel parcheggio dell’ospedale San Paolo e, per non destare sospetti, quando effettuavano le “transazioni” si portavano dietro i figli minorenni: e proprio tra i giocattoli dei ragazzini è stata trovata parte della droga sequestrata al sodalizio criminale sgominato dalla Squadra Mobile della Questura di Savona, che questa mattina ha dato esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare (tre in carcere e uno ai domiciliari) ed ha denunciato a piede libero altre due persone (le quali hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria).

Sgominata banda dello spaccio, vendevano droga anche nel parcheggio dell'ospedale San Paolo

In carcere sono finiti i fratelli Mema, cioè Dashamir (classe 1989, incensurato) Muharrem (classe 1984) e Ylli (classe 1972), tutti di origine albanese; è invece ai domiciliari un italiano, dipendente di una società di riparazioni di ascensori, già arrestato a gennaio di quest’anno perché sorpreso in possesso di ben tre chili di hashish.

L’indagine è iniziata ad agosto dell’anno scorso, quando i poliziotti della Questura di Savona hanno sequestrato 30 grammi di cocaina ad un commerciante genovese. Da questo sequestro è iniziata tutta l’attività investigativa che ha consentito di ricostruire le modalità di spaccio e poi la rete del gruppo criminale, composto da circa una settantina di persone.

Secondo quanto accertato dagli uomini della Squadra Mobile coordinati dalla dirigente Rosalba Garello, i clienti non erano principalmente consumatori, ma spacciatori a loro volta. Il “giro” era piuttosto grosso e prevedeva cessioni di almeno un etto di coca purissima (che poi veniva tagliata) alla volta e comunque dosi mai inferiori ai 20/30 grammi. In totale era previsto lo smercio di almeno un chilo di cocaina al mese, senza contare le cessioni di marijuana e hashish.

I tre fratelli erano molto prudenti ed erano soliti ricevere i clienti in casa o nelle immediate vicinanze. Una volta incontrato il loro acquirente, i tre salivano in auto, dove avveniva la vera e propria cessione. Temendo di essere monitorati, il luogo di incontro cambiava con grande frequenza: lo spaccio avveniva prevalentemente nella zona delle Fornaci, del “campetto” di via Collodi o nei pressi della chiesa di San Michele o a ridosso del supermercato Lidl di via Nizza.

L’indagine, sviluppatasi tra gennaio e marzo 2020, ha portato a sei arresti e al sequestro di 16 chili di hashish, un chilo e 300 grammi di marijuana, un etto di cocaina e 55 mila euro in contanti. A dare supporto agli agenti savonesi c’erano anche due cani del nucleo cinofilo di Genova, Leo (antiesplosivo) e Nagut (antidroga).

Secondo quanto accertato dai poliziotti savonesi, le vendite avvenivano spesso in presenza di bambini minorenni, che i membri della “banda” portavano con loro per non destare attenzioni indesiderate. E proprio tra i giocattoli dei bambini, o in un sacchetto di riso tenuto in cucina, veniva nascosta la droga. Elementi che testimoniano con quanta disinvoltura venisse portata avanti l’attività illegale.

I principali clienti del gruppo sono stati arrestati negli ultimi mesi. Tra di loro figura il dipendente di un’azienda di Albenga incaricata di gestire i parcheggi dell’ospedale San Paolo di Savona e perciò sovente le cessioni, sempre superiori all’etto, avvenivano all’interno dell’ospedale. Un altro arrestato si rivolgeva ai fratelli albanesi principalmente per grosse partite di cocaina, ma il fermo ha consentito anche di individuare gli altri fornitori di hashish e marijuana.

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