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Seconde case, Confedilizia: “Se seguo le stesse limitazioni della città, perché non posso andarci?”

"Ristoro fiscale per i proprietari che continuano a pagare le tasse senza poterne usufruire"

Liguria. Natale e seconde case, tra i temi più dibattuti degli ultimi giorni. Ieri il presidente Giovanni Toti ha dichiarato: “Se ci sarà un rallentamento della pandemia e molte regioni torneranno in ‘zona gialla’, via libera ai vacanzieri invernali”. Ma per ora il divieto di mobilità in buona parte dell’Italia è ancora in vigore e probabilmente lo sarà fino al 3 dicembre (salvo proroghe).

Sulla questione interviene il presidente nazionale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa che senza troppi giri di parole dichiara: “Non credo che spostarmi nella casa al mare o in montagna, seguendo le stesse limitazioni che avrei in città possa fare in qualche modo una differenza. Poi, soprattutto se la casa è di proprietà, continuo a pagarci le imposte, a versare Imu e Tari, non è giusto non poterne fruire”.

Una situazione che per Vincenzo Nasini, presidente Federazione Confedilizia Liguria, assume contorni ancora più paradossali in Liguria: “La Liguria particolarmente colpita sotto questo aspetto considerato il numero delle seconde case soprattutto nelle riviere. I proprietari purtroppo sono sempre più limoni da spremere. Ma problemi ci sono anche per chi le affitta. Si stanno moltiplicando i casi di prenotazioni con clausole a favore dell’affittuario nel caso di disdette all’ultimo momento. Accordi giusti, ma gettano il settore ancora di più nell’incertezza. Anche per questo bisognerebbe permettere ad affittuari e clienti di andare nelle zone di vacanza e lì di attenersi alle norme di prudenza che seguirebbero a casa propria”.

Per quanto riguarda i numeri delle 528 mila abitazioni non occupate stimate sul territorio regionale, si calcola che il 62,1% siano destinate ad alimentare il turismo delle seconde case: un esercito di proprietari tartassati e bloccati.

Nasini conclude rilanciando una questione genovese: “Continua ad essere grave a Genova il problema mai affrontato dell’incidenza della qualificazione come A1 di immobili che oggi dovrebbero essere declassati ad A 3. Anche questo è un modo per tassare in maniera spropositata”.

 

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