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Savona, Rsa Noceti pronta a diventare centro Covid: trasferiti 36 anziani nella casa di riposo del Santuario foto

"La struttura ora è libera, speriamo lo rimanga"

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Savona. L’Rsa Noceti del Santuario di Savona si avvicina a diventare a tutti gli effetti un centro Covid a bassa intensità con 83 posti letto, come stabilito dal presidente della regione Liguria Giovanni Toti (leggi qui).

Durante la giornata di ieri è stato effettuato il trasferimento di 36 anziani della casa di riposo all’interno della struttura del Santuario che ha posti letto vuoti. Gli ospiti, come da programma, sono stati trasferiti mantenendo i gruppi stanza per ritrovarsi in compagnia delle stesse persone e parte del personale, compresi gli apicali. “Non sottovalutiamo i disagi per gli ospiti e per il personale e siamo consapevoli che i cambiamenti sono faticosi, ma siamo sicuri che il senso di responsabilità collettivo ci permetterà di realizzare il tutto nella massima collaborazione” afferma Lorena Rambaudi, amministratore unico di Opere Sociali Servizi e gestore dell’Rsa Noceti.

Le operazioni di trasbordo, che hanno interessato l’intera giornata, sono state realizzate dalla Croce Bianca di Savona. In occasione, i militi della pubblica assistenza hanno dichiarato: “E’ stato un momento davvero emozionante vedere questi anziani smarriti, ma ancora più toccante è stato scorgere alcuni parenti che hanno assistito a questa sorta di trasferimento anche solo per poter vedere un genitore o un nonno per pochi istanti e a distanza“.

“Siamo nuovamente in piena emergenza e faremo di tutto per tutelare gli anziani ospiti nelle nostre strutture e per dare il nostro contributo come ente accreditato del settore socio-sanitario – conclude Lorena Rambaudi– La Regione, tramite una manifestazione di interesse di Alisa, ha chiesto la possibilità di creare centri Covid per pazienti fragili, quali sono gli anziani, per avere una assistenza medica adeguata anche al di fuori dell’ospedale. Come società pubblica non possiamo far venir meno il nostro contributo al sistema sanitario per implementare la filiera dei servizi in una ottica di appropriatezza delle cure, in una fase così problematica per il nostro territorio e l’intero paese”.

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