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Savona, fondi comunali per recuperare campo nomadi: Caprioglio contro la maggioranza

L'urgenza dell'intervento da un fonogramma dei vigili del fuoco che attesta la pericolosità dell'area

Savona. La proposta di mettere in sicurezza il campo sinti di via Fontanassa scalda il Comune di Savona e lascia spiazzati con il voto contrario alla maggioranza pronunciato dal sindaco Ilaria Caprioglio, che decide di opporsi all’emendamento con cui la Lega, di fatto, “sconfessa” la propria giunta spostando i 140 mila euro destinati alla sistemazione del campo nomadi alla manutenzione delle case popolari e al ripristino del parcheggio della Fontanassa. E così, a dispetto di quanto deciso dall’amministrazione, ora il campo nomadi rischia lo sgombero. Mentre tra consiglieri comunali e sindaco volano gli stracci.

Ma andiamo con ordine. Tutto nasce dalle discussioni degli ultimi giorni sulla decisione dell’amministrazione comunale di destinare circa il 2% delle risorse recuperate da una variazione di bilancio, ovvero 140 mila euro, all’adeguamento del campo nomadi. “Il famoso intervento da circa 150 mila euro che voleva avviare nel 2014 l’allora assessore Lirosi, per sistemare l’area e creare gli allacci per le utenze, stoppato all’inizio del mandato Caprioglio ora, improvvisamente, è ritornato in auge a pochi mesi dalla fine del mandato” tuona il consigliere del M5S Manuel Meles, che considera la mossa come un “colpo di coda pre-elettorale”.

Una decisione che, però, non è andata giù nemmeno alla maggioranza. E così la Lega ha presentato un emendamento (molto simile a un altro del MoVimento 5 Stelle) per spostare quei fondi altrove. Sulla manutenzione delle case popolari e, soprattutto, sul ripristino del parcheggio proprio in quello che è diventato il campo nomadi. Una destinazione d’uso che, di fatto, comporta lo sgombero definitivo dell’area. E che, di riflesso, suona come una pesante bocciatura alla maggioranza da parte degli stessi consiglieri.

Il capogruppo di Italia Viva, Barbara Pasquali, non si è risparmiata dal dire: “Questa decisione ha molte contraddizioni politiche, tanto che penso che alla base ci sia tanta ipocrisia e strumentalizzazione. Quello del campo nomadi è una problematica importante che non può essere decisa tramite un emendamento. E’ una chiara mossa elettorale”.

Ad accedere gli animi anche l’urgenza dell’intervento di risanamento del campo sinti, sorto abusivamente nell’area dedicata al parcheggio del vicino campo di calcio. A spingere l’assessore Santi a orientare parte dei fondi comunali per il recupero della zona un fonogramma redatto dai vigili del fuoco, dove si attesta la pericolosità della zona: “Il fonogramma, che evidenzia assenza di sicurezza come bombole del gas abbandonate, incuria della vegetazione e allacci alla carlona ad alto rischio di incendio, risale però al 16 giugno del 2016” fa presente il consigliere pentastellato Meles. Battuta che in consiglio comunale non poteva rimanere senza una risposta da parte di Santi: “Il fonogramma è come un’ordinanza sempre valida. Il progetto sul campo è stato sviluppato da un professionista, ora è in stato di elaborazione negli uffici comunali – spiega l’assessore ai lavori pubblici – E credo che sia difficile da mettere in discussione”.

“La giunta e questa maggioranza ha fatto già qualcosa per l’area – commenta il consigliere della lista civica del sindaco Alberto Marabotto – Chi aveva case di proprietà è stato tolto dal campo, è stato fatto uno screening sui minori, il campo è stato controllato ed è stata fatta una diminuzione dei presenti, ci sono 16 persone e chi aveva i requisiti è stato messo in casa popolare, chi è ancora lì non ha la volontà di avere un altro alloggio. Ci sono delle problematiche sottolineate dal fonogramma dei vigili del fuoco e ci sono situazioni di degrado che devono essere nell’immediato sanate, non deve diventare un’area permanente, la zona deve essere ridestinata a parcheggio del campo di atletica, gli interventi di somma urgenza dovevano già essere effettuati”.

Ma nel botta e risposta non si può che pensare alla precedente amministrazione: “Quello del campo sinti non è mai stato affrontato con fermezza – afferma il consigliere Luigi Bussalai – Questo intervento sulla sicurezza doveva essere fatto non ricorrendo alla demagogia e alla strumentalizzazione e infine rimandato”.

“Mi lascia perplesso entrare nel merito della questione della ratificazione di una deliberazione di giunta – afferma il consigliere Paolo Apicella, ex assessore – Mi chiedo come si possa arrivare ad una perdita di tempo del genere, questa è una discussione che dovete fare voi nella vostra maggioranza, continuiamo a perdere tempo sulla pelle dei cittadini, trovare un emendamento della Lega a correggere un atto della giunta all’interno della quale la Lega è presente lo trovo assurdo. Non esiste una spiegazione politica a questi atteggiamenti, c’è un ricatto politico della Lega a questa amministrazione, solo per un tornaconto elettorale. Mi dispiace che il M5S si accodi alla Lega”.

Alle parole delle consigliere del partito democratico ha ribattuto Marabotto: “Con che faccia Apicella dice così, nel 2015 sono stati stanziati quei soldi da voi e il campo esiste dagli anni ’90, chi ha governato fino a quell’anno? Avete governato voi. Ve ne siete accorti in quei 5 anni? Non avete fatto un tubo e la situazione era la stessa”.

Oltre il problema della sicurezza, quello necessario sembra essere quello dell’inclusività: “I sinti sono cittadini savonesi e hanno bisogno di una risistemazione delle persone nel tessuto sociale della città tramite case popolari, finanziamenti per essere inseriti nel mondo del lavoro e formati” commenta infine Meles.

La votazione finale sull’emendamento della Lega, dopo un acceso dibattito, si è concluso con 22 voti favorevoli, 3 contrari, il consigliere Versace astenuto e 7 non partecipanti. E i numeri della “guerra interna” sono tutti qui: Caprioglio è l’unica della maggioranza a votare contro insieme a due consiglieri di opposizione (Ravera e Dell’Amico), mentre la maggioranza (con il solo Versace astenuto) vota a favore insieme al M5S. Pd e Italia Viva, invece, hanno deciso di non partecipare al voto.

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