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Savona 2021, Arecco: “Pronti a convergere su Ripamonti, per lui appoggio pieno e totale”

Endorsement degli assessori della Lega: "Il senatore sarebbe capace di rappresentare al meglio gli elementi di valore del partito"

Savona. “Su Paolo Ripamonti i leghisti savonesi sono pronti a convergere”. Parole e musica di Massimo Arecco e dei suoi colleghi di giunta in quota Carroccio, Maria Zunato e Roberto Levrero. Una presa di posizione che potrebbe spostare qualche equilibrio nella trattativa tra le forze del centrodestra per trovare un candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2021.

Paolo Ripamonti candidato sindaco a Savona, dunque? Sembrava solo immaginazione: è senatore, con uno stipendio triplo di quello da primo cittadino. Scendere in pista, dunque, per lui significherebbe rinunciare sia a un discreto tesoretto sia a una posizione prestigiosa, una di quelle per cui si lavora una vita intera. Lo stallo in cui è precipitato il centrodestra, però, dopo il reiterato rifiuto del direttore degli industriali Alessandro Berta, potrebbe portare alla clamorosa decisione.

Ne è convinto Massimo Arecco: “Ho letto su IVG i nomi di possibili candidati sindaco per la città di Savona. Credo che sicuramente il più titolato tra quelli citati per ricoprire tale ruolo possa esserci il senatore Ripamonti, uomo di spicco della Lega Salvini Premier e profondo conoscitore di Palazzo Sisto. Sicuramente sarebbe capace di rappresentare al meglio gli elementi di valore del partito e i distinguo all’interno della coalizione di centrodestra”.

Fin qui un “semplice” attestato di stima, che può significare tutto e niente. Ma è alla fine che arriva l’endorsement vero e proprio: “La convergenza su una sua candidatura troverà l’appoggio pieno e totale di tutti i leghisti savonesi. Abbiamo la possibilità di schierare un simile ‘pezzo da 90’ con due anni e mezzo di esperienza in Senato…”. Poche parole, per ora, ma dal significato chiaro. Se finora si è brancolato nel buio, tra schermaglie e perplessità, ora Arecco fissa un punto e avverte i vertici del partito: il nome per unire i leghisti esiste, ed è quello di Paolo Ripamonti. Sempre che lui accetti di fare un passo indietro da Palazzo Madama a Palazzo Sisto.

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