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Santa Corona, i Cittadini Attivi Loanesi: “Giù le mani dal punto nascite. E non solo”

Le proposte per “compensare” la chiusura temporanea del punto nascite

Pietra Ligure. Dare supporto istituzionale alle future mamme del comprensorio del ponente savonese, ricostituendo appositi ambulatori e aree dedicate presso il Santa Corona per effettuare assistenza e controlli di routine; gestire le emergenze predisponendo aree dedicate, sia per le pazienti gravide che per i bambini. Sono queste le proposte che i Cittadini Attivi Loanesi rivolgono all’Asl2 savonese e all’amministrazione regionale e locale per “compensare” la chiusura temporanea del punto nascite del nosocomio pietrese.

“Nell’ultima settimana è partita una mobilitazione spontanea di cittadini a difesa del punto nascite del Santa Corona, da lunedì scorso spostata ‘temporaneamente’ al San Paolo di Savona – ricorda il portavoce Michele Pellegrini – C’è stata una manifestazione ed a seguire una raccolta firme su change.org (oltre 4500 firme raggiunte) a sostegno della vertenza contro questa decisione. Oltre alle ferme prese di posizione dei Sindaci di Pietra Ligure, Loano ed Alassio. Ufficialmente è il Covid, o meglio la mancanza di personale, il motivo per il quale è avvenuto questo spostamento, ma la storia recente del Santa Corona insegna come un qualcosa di temporaneo, diventi poi una chiusura definitiva”.

“Non più tardi di 5 anni fa i Cittadini Attivi Loanesi e varie associazioni raccolsero 10 mila firme, poi depositate in Regione e spinsero le forze politiche ad approvare una mozione per riportare la pediatria al Santa Corona, ma nonostante ciò, tutto rimase invariato ed i cittadini persero questo servizio. Oggi la storia si ripete. Viene chiuso il punto nascite del Santa Corona ed i relativi servizi ad esso annessi, come la gestione delle emergenze ostetrico/ginecologiche ed i servizi ambulatoriali che consentivano alle partorienti di effettuare i controlli di routine. A tutto ciò si aggiunge la chiusura, presso il padiglione 17, del pronto soccorso pediatrico e dell’annesso punto di osservazione breve, una sorta di ‘cuscinetto’ creato proprio per sopperire alla chiusura della pediatria, importante per provare ad evitare trasferimenti dei piccoli pazienti a Savona, o peggio ancora al Gaslini”.

“Oggi ci troviamo a gestire un’emergenza nell’emergenza perché non sappiamo quanto durerà la pandemia. Quindi stiamo dicendo alle future mamme di recarsi a Savona per effettuare i previsti controlli pre-parto, stessa cosa in caso di emergenza, con tutti i rischi annessi. La stessa preoccupazione si ha per l’accesso dei bambini accompagnati al pronto soccorso generale (dove troveranno un pediatra 24 ore su 24) quindi non più presso il padiglione 17, ma tra i pazienti adulti, seppure con stanza dedicata”.

Secondo Pellegrini “lo scopo di queste iniziative, non ultima, la costituzione di un gruppo Facebook dedicato, già composto da circa 4 mila persone è, si, quello di ricollocare il punto nascite presso la sua sede naturale al Santa Corona, ma anche quello ‘più alto’ di fermare il depotenziamento del Santa Corona stesso, che avviene da diversi anni e che condurrà certamente al declassamento dell’ospedale, se non si inverte subito questa tendenza. Per questo chiediamo il supporto dei cittadini, delle associazioni e dei sindaci per impedire l’ennesimo ‘furto’ di un bene comune, quale è l’ospedale pubblico Santa Corona”.

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