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Ristori bis, boccata d’ossigeno per più di 3mila imprese liguri e savonesi

Confartigianato: "Avevamo ragione a denunciare la discriminazione nel primo decreto"

Liguria. Dopo il primo decreto “ristori”, che prevede un contributo a fondo perduto per le imprese con uno dei 53 codici individuati (tra gli altri ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie e catering, taxi e ncc, palestre ed eventi), è arrivata l’approvazione del secondo decreto. Sono 19 i nuovi codici inseriti, tra cui bus operator, fotografi e ristorazione senza somministrazione, come pizzerie al taglio e rosticcerie. Creato anche un fondo per le industrie alimentari.

“Avevamo ragione a denunciare la discriminazione e la mancanza di alcune categorie colpite dal Dpcm e, grazie anche all’intervento della nostra sede nazionale, il governo è immediatamente intervenuto. Siamo soddisfatti e, insieme al governo, ringraziamo per l’immediata vicinanza gli assessori all’artigianato della Regione Liguria Andrea Benveduti e dei Comuni di Genova e Savona, Paola Bordilli e Maria Zunato” afferma Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria.

Il Decreto Ristori bis appena approvato contiene integrazioni ai codici individuati con il primo decreto e un ulteriore stanziamento di risorse destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati. Sono previsti contributi a fondo perduto, per specifiche imprese che operano nelle regioni caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità, con importi variabili in funzione del settore di attività dell’esercizio.

L’istituzione di un fondo per nuovi contributi, per compensare le attività delle regioni che potrebbero venire interessate da
future misure restrittive, per erogare futuri contributi in modo automatico. Contributi per le industrie alimentari, attraverso la creazione di un fondo per ristorare con un contributo a fondo perduto le perdite subite dalle industrie alimentari. Inoltre, per le imprese in aree di rischio il credito d’imposta sugli affitti commerciali e la sospensione dei versamenti, la cancellazione della seconda rata dell’Imu, la sospensione dei contributi previdenziali e il rinvio del secondo acconto Ires e Irap per i soggetti a cui si applicano gli Isa.

Tra i nuovi settori inseriti vi sono gli autobus operator (cod. 493909) con ristoro al 100%, che contano in Liguria 68 imprese (Genova: 51, Imperia: 7, La Spezia e Savona 5 ciascuna); le attività di fotoreporter (cod. 742011 e 742019) con ristoro al 100%, che vede 290 imprese a Genova, 70 a Imperia, 86 alla Spezia e 122 a Savona per un totale di 568 imprese in Liguria e, infine, la ristorazione senza somministrazione (cod 561020) con ristoro al 50%, che conta 2.638 imprese liguri, di cui 1520 a Genova, 243 a Imperia, 354 alla Spezia e 521 a Savona, attualmente escluse dai ristori.

Le imprese che avevano già presentato la domanda per il contributo previsto nel “decreto rilancio” non dovranno fare alcuna richiesta e beneficeranno del nuovo ristoro attraverso l’accredito sul conto corrente, da parte dell’Agenzia delle entrate, entro il 15 novembre. Per chi farà la domanda per la prima volta (ad esempio le imprese con un volume d’affari sopra i 5 milioni di euro, escluse dal precedente decreto) i tempi slitteranno al 15 dicembre e il criterio sarà lo stesso: il fatturato dell’aprile 2020 dovrà essere inferiore del 66% di quello di aprile 2019. L’importo sarà erogato sulla base del fatturato 2019 e del coefficiente attribuito alle singole categorie: si stima un contributo tra i mille e i 150mila euro.

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