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Rapimento Varazze, l’ex titolare dell’Insomnia in Darsena: “Mai avuto a che fare con loro” fotogallery video

I retroscena investigativi sull'inchiesta svelano possibili legami con la criminalità organizzata

Savona. I nuovi retroscena investigativi emersi sullo sventato rapimento a Varazze, che ha portato a 6 arresti nei giorni scorsi, hanno gettato ombre sulla Darsena savonese in relazione ai possibili collegamenti del gruppo criminale con l’Ndrangheta.

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Ieri si sono svolti gli interrogatori di convalida degli arrestati, con le prime ammissioni sugli elementi probatori raccolti dagli inquirenti. Non hanno risposto alle domande del giudice il presunto capo banda Davide Termine, 25 anni, torinese, che avrebbe in parte ritrattato le dichiarazioni rese al pm Claudio Martini venerdì scorso, e il gestore dell’hotel La Vela di Varazze, Claudio Isosceli, 43 anni.

Sarebbero stati alcuni personaggi della ‘Ndrangheta a dare il nome dell’imprenditore per un possibile rapimento. Una delle due donne arrestate, Viviana Amoretti, fidanzata di Bruno Pavese con il quale avrebbe dovuto lavorare nell’ex Insomnia, la cui gestione a ottobre era stata presa da Claudio Isosceli, titolare dell’albergo varazzino dove alloggiavano i componenti della banda, ha respinto le accuse, così come Samantha Pluchino che si è dichiarata estranea alla vicenda.

Ma oggi è proprio l’ex titolare dell’ “Insomnia” Domenico Quacquarelli a parlare, dopo che il locale è stato tirato in ballo nella vicenda a seguito dell’acquisto di un nuovo aquirente e titolare, legato all’associazione a delinquere specializzata nel traffico di stupefacenti e nel tentativo di rapire l’imprenditore genovese di catering. “Mai avuto a che fare con loro…” ha detto. “Ho semplicemente svolto il passaggio di consegne del locale, con le pratiche e gli atti documentali previsti e pattuiti”.

Quanto alle preoccupazioni di ex colleghi gestori di locali in Darsena: “Certamente dalle indagini sembra emergere un quadro preoccupante, ma posso assicurare che durante gli anni di lavoro all’Insomnia questi personaggi non li ho mai visti… E questo vale anche per altri locali” conclude.

Dagli interrogatori è emerso che il rapimento aveva finalità “dimostrative”, in quanto l’imprenditore “avrebbe fatto delle truffe”. Da qui l’ipotesi di una risposta della ‘Ndrangheta ad un possibile sgarro fatto dall’imprenditore o da qualcuno a lui vicino, sul quale si stanno ancora concentrando le attenzioni degli inquirenti. Altri riscontri investigativi sono attesi sulla figura dello stesso Claudio Isosceli, con riferimento al suo ruolo di albergatore e di neo titolare di un locale, forse appoggio per le attività criminali.

Insomma ancora diversi punti da chiarire e altri retroscena da svelare, tuttavia le intercettazioni ambientali e telefoniche sembrano confermare il quadro indiziario: per tutti gli arrestati è stata disposta l’ordinanza di custodia cautelare in carcere con le accuse di associazione a delinquere, tentato sequestro di persona, spaccio di droga e porto abusivo di armi.

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