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Pietra Ligure, chiude anche il pronto soccorso ostetrico fotogallery video

La notizia ha iniziato a circolare questa mattina: anche per le situazioni di emergenza sarà necessario spostarsi a Savona

Pietra Ligure. Non solo il punto nascite, ma anche il pronto soccorso ostetrico del Santa Corona tra qualche giorno “traslocherà” al San Paolo. E’ questa la “novità dell’ultima ora” emersa nel corso della mattinata e che ha già messo in allarme sindaci e amministatori comunali di tutto il ponente savonese. AGGIORNAMENTO: ecco le ragioni

Fino a qualche giorno fa pareva che il trasloco del reparto di ostetricia e ginecologia da Pietra Ligure a Savona non dovesse avere ripercussioni anche sulle situazioni di emergenza come parti d’urgenza e tagli cesarei, i quali sarebbero continuati ad avvenire presso il nosocomio pietrese. Ora, invece, pare che la situazione sia cambiata ulteriormente e che nei prossimi giorni anche i servizi garantiti dal pronto soccorso ostetrico saranno dirottati e accorpati a quelli già in essere a Savona.

La comunicazione è arrivata in tarda mattinata ai primi cittadini del comprensorio. E ovviamente c’è già chi è pronto ad alzare le barricate, come il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli, convinto che questa serie di traslochi sia il preludio ad uno smantellamento del Santa Corona: “Il Covid rappresenta l’occasione per far qualcosa che avevano in mente da tempo – tuona il primo cittadino finalese – Capisco che per avere una azione sanitaria efficiente sia giusto concentrare i nosocomi, ma il nostro territorio è molto diverso da quello toscano. Togliere la ginecologia al Santa Corona significa inevitabilmente eliminare il Dea di secondo livello e, nel tempo, smembrare quell’ospedale. Non ce lo possiamo permettere. Sono fortemente preoccupato”.

Preoccupato anche il primo cittadino di Pietra Ligure, Luigi De Vincenzi: “Di peggio in peggio, questo aumenta ancor di più la nostra preoccupazione. Da Imperia a Savona saremo totalmente scoperti sulle emergenze di questo tipo. Non solo, questa mossa ci preoccupa anche per il Dea di II livello, che rischia sempre più di essere compromesso da queste scelte. Noi sindaci siamo preoccupati”.

Preoccupato e sorpreso è anche il sindaco di Loano, Luigi Pignocca: “Se la chiusura del punto nascite mi aveva lasciato perplesso, la chiusura del pronto soccorso ostetrico mi lascia ancora più preoccupato. L’ospedale di Pietra Ligure è situato in una posizione baricentrica e strategica e perciò la presenza, al suo interno, del reparto era in grado di compensare le difficoltà di spostamento che caratterizzano il nostro territorio nei momenti di maggiore afflusso di turisti. Il suo traferimento a Savona creerà una situazione non solo disagevole, ma anche potenzialmente molto rischiosa per tutte le pazienti”.

Furibondo anche il sindaco di Albenga, Riccardo Tomatis: “Questo rappresenta un ulteriore impoverimento del servizio sul nostro territorio, e un motivo in più per pretendere che non si perda neppure un giorno per riportare il reparto di ginecologia e ostetricia all’ospedale Santa Corona. L’intero punto nascite deve tornare al più presto all’ospedale di Pietra Ligure”.

La conferma della chiusura temporanea del Punto Nascite, da parte di Asl 2, era arrivata lunedì. Un provvedimento che ha immediatamente scatenato forti reazioni, con la convocazione urgente del distretto sociosanitario di Finale e Albenga (che si è svolto martedì) e una levata di scudi bipartisan: si sono dichiarati contrari o hanno almeno chiesto garanzie su una futura riapertura Linea Condivisa, In Azione, il Comune di Alassio, i sindaci di Tovo, Giustenice e Magliolo, il sindaco di Loano, la minoranza di Toirano e quella di Borghetto, Jan Casella, Nicola Seppone, Eraldo Ciangherotti, molti lettori (qui una delle lettere più rappresentative tra quelle ricevute dalla redazione) e la stessa IVG, con un commento a firma di Sandro Chiaramonti. Mentre Toti si è affrettato a ribadire la temporaneità del provvedimento, tesi sposata anche da Sara Foscolo, dal sindaco di Borghetto Santo Spirito e dal vicesindaco di Loano.

Mercoledì è andata in scena la protesta davanti all’ingresso dell’ospedale, mentre nelle stesse ore ha preso piede una raccolta firme online che, nel momento in cui scriviamo, ha raggiunto le 3600 firme. Proteste che però, evidentemente, non sono servite visti gli sviluppi di oggi.

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