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Pietra Ligure, Carrara torna alla carica sui tributi: “Il sindaco spreme i cittadini, nessuna riduzione”

Il consigliere di minoranza in una mozione: "Neanche mezza tassa ridotta, nemmeno in un momento così difficile per tutti"

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Pietra Ligure. “In tanti mesi di dolore e difficoltà per il coronavirus dalla Giunta De Vincenzi solo belle parole e rinvii. Nessuna sostanziale riduzione dei tributi. Niente. Neanche di mezza tassa! Rimangono tutti al massimo”. Inizia così il testo della mozione presentata dal consigliere comunale di minoranza pietrese del gruppo “Centrodestra” Mario Carrara.

“Mentre dilaga la seconda ondata della pandemia da Coronavirus e molte persone sono sempre più in difficoltà economica nell’affrontare il vivere quotidiano – spiega il consigliere -, il Comune di Pietra Ligure mantiene ostinatamente le tariffe più alte della provincia circa le imposte comunali per le quali potrebbe, invece, a sua discrezione, in un momento di così acuta gravità economica, applicare riduzioni che vengano incontro ai bisogni della gente. Il riferimento è all’addizionale comunale sull’IRPEF, che la devono pagare tutti i residenti a Pietra Ligure e all’IMU, che colpisce residenti e non residenti”.

“Durante la scorsa primavera – afferma Carrara -, nel pieno della prima crisi dovuta alla pandemia da coronavirus, abbiamo ripetutamente chiesto che il Consiglio comunale impegnasse il Sindaco e la Giunta ad un immediato abbassamento di quelle imposte e tasse sulle quali il Comune ha il potere di deciderne l’importo: in particolare dell’IMU e dell’addizionale IRPEF; entrambi questi tributi a Pietra Ligure sono richiesti in pagamento nel loro massimo possibile (perché ‘di più’ la legge non lo consente). Ma il Sindaco De Vincenzi e la sua maggioranza hanno ostinatamente risposto di No. Nessuna riduzione delle tasse: neanche simbolica. Solo belle parole, cioè ‘chiacchiere’ e ‘rinvii’ o ‘pseudo rinvii’, come quello paradossale, concesso a fine giugno solo ‘dopo’ la scadenza dei termini di pagamento dell’IMU”.

“Le uniche ‘concessioni’ all’abbassamento delle imposte comunali – prosegue il capogruppo di minoranza- sono state su aspetti molto marginali della TARI. Ma la stessa TARI, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, nella sua sostanza, non è stata abbassata e per la stragrande parte dei cittadini è rimasta tale e quale. Il “rinvio” nel suo pagamento comporta che ora, a Gennaio e Febbraio, i cittadini si troveranno a pagare la ‘mazzata’ della prima e seconda rata intere dell’anno 2020. Ora, con la seconda ondata della pandemia, siamo di nuovo nella drammatica situazione di crisi che sta devastando le possibilità economiche di tante famiglie e, in questa stessa “piena crisi”, ci troviamo di fronte alle nuove ‘scadenze’ dell’ acconto IRPEF di fine Novembre e del saldo IMU del 16 Dicembre. Per l’addizionale IRPEF, tutti i residenti a Pietra Ligure dovranno pagare al Comune “in più” su quanto dovuto lo 0,80 x 1000. Un “di più” da pagare di quello che sarebbe l’importo netto dell’IRPEF, che, però, va al Comune, il quale, avendone la possibilità di determinare l’aliquota, l’ha stabilita ‘al massimo’ possibile, cioè, ripetesi, allo 0.80 x 1000″.

“La stessa cosa per l’IMU sulle seconde case, che colpisce i proprietari, sia residenti che non residenti, applicata al massimo del 10,60 x 1000, cui si somma pure lo 0,80 della ex TASI, per cui l’importo finale dell’aliquota è la mirabolante cifra dell’11,40 x 1000 – prosegue ancora Carrara nella mozione -. E non si venga a dire che queste stesse aliquote, come il Sindaco ha azzardato fare in Consiglio comunale, sono state determinate in questi importi “da anni”, perché quando esse furono stabilite così, le condizioni economiche generali, 10/15 anni fa, non erano certo così gravi, ma, anzi, di floridezza, e, ancora più, non erano così gravi quelle delle famiglie che, con risorse sempre più ridotte, ma con i “carichi fiscali” diretti ed indiretti inalterati, come anche quelli delle bollette delle utenze di luce, gas ed acqua, oggi non riescono più ad andare avanti. Le code sempre più lunghe di italiani alla Caritas e, dove ci sono, alle mense della Caritas la dicono lunga sullo stato della situazione generale di molte persone. Se lo Stato non vuole abbassare drasticamente le imposte, possiamo protestare ma non possiamo fare più di tanto”.

“Dove, invece, possiamo intervenire è sul carico fiscale delle imposte il cui ‘peso’ è il Comune e lui solo a stabilirlo perché è il Comune che si “tiene” gli importi che incassa: questo è proprio il caso dell’addizionale IRPEF, al massimo, dello 0,80, che in molti non si accorgono di pagare, ma che lo devono pagare tutti i residenti, come pure lo è per il caso delle aliquote per le seconde case dell’IMU, a carico dei proprietari residenti e non residenti a Pietra Ligure, ora all’aliquota massima dell’11,40 x 1000 – spiega il consigliere -. È per questo che, nell’attuale circostanza della recrudescenza della pandemia, reiteriamo ancora la richiesta di abbassare drasticamente le imposte comunali: Addizionale IRPEF e IMU, tutte applicate al massimo. Tra l’altro, nessuno riesce a capire perché si debbano continuare ad applicare le aliquote dei tributi al massimo possibile, come se il Comune di Pietra Ligure fosse in una situazione di costrizione, ad esempio, per dover ripianare deficit che non ha o stesse facendo opere pubbliche finanziate coi fondi propri di bilancio. Infatti, si sa bene che tutte le opere rilevanti attualmente in corso di realizzazione e quelle che lo stanno per essere, sono state finanziate con contributi della munifica e generosa Regione Liguria e non con fondi propri di bilancio per cui le risorse finanziarie si dovrebbero richiedere ai cittadini tramite le tasse”.

“Quindi – conclude Carrara – non c’è proprio giustificazione al fatto che il Comune ed il Sindaco si ostinino a voler tenere al massimo la pressione fiscale, ‘spremendo’ i cittadini al massimo del possibile e continuando a “macinarli” e ‘spremerli’, con indifferenza, anche in un momento così economicamente drammatico come il presente”.

È per tutto quanto sopra esposto che il consigliere Carrara chiede che il Consiglio comunale approvi la la mozione nel dispositivo che segue: “Il Consiglio comunale di Pietra Ligure, considerata la gravità della situazione economica per molte famiglie, causata dalla recrudescenza della virulenza della pandemia da coronavirus, che non si sa quando avrà termine, impegna il Sindaco e la Giunta alla revisione dell’aliquota dell’addizionale IRPEF, finora prevista al massimo consentito dello 0,80 x 1000, riducendola fino allo 0,30 x 1000, nonché di quella prevista per le seconde case dall’IMU, dall’attuale 11,40 x 1000 all’8 x 1000. Si chiede, inoltre, di provvedere in merito con una delibera della Giunta municipale assunta coi poteri del Consiglio comunale, da ratificarsi in una sua prossima riunione, per la quale già preannunciamo fin d’ora voto favorevole”.

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