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Nuovo “Padre Nostro”, ecco cosa cambia: don Piero Giacosa spiega il nuovo messale foto

Un cambiamento che coinvolgerà i fedeli a partire dal prossimo 29 novembre

Savona. Con la prossima domenica, la prima d’Avvento, cambierà la  Santa Messa con l’introduzione del Nuovo  Messale Romano.

Novità non solo per il “Padre Nostro” nella terza edizione italiana del “Libro della Messa” di Paolo VI, ma anche nuove altre parole per il testo liturgico che si trova sugli altari delle chiese italiane. Un cambiamento che coinvolgerà i fedeli a partire dal prossimo 29 novembre.

“Le maggiori novità riguardano più i sacerdoti che chi verrà a Messa” ci spiega Don Piero Giacosa sull’altare della Parrocchia di San Giovanni Battista e Andrea in San Domenico a Savona.

Infatti i cambiamenti saranno rivolti soprattutto alle formule pronunciate dal sacerdote: chi parteciperà  alla Messa dovrà abituarsi quindi a minime modifiche. Ad esempio, infatti, non si sentirà più “la Grazia del Signore Nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la Comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi“ ma “la Grazia del Signore Nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la Comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi“.

“In questo caso ci sarà un maggior coinvolgimento – specifica Don Piero Giacosa – con l’uso del plurale”.
Non diremo più, durante la Messa, solo la parola “fratelli”, ma “fratelli e sorelle”.

Ancora, si privilegeranno le invocazioni in lingua greca. Ad esempio “Kyrie eléison” e “Christe eléison” al posto dell’italiano “Signore pietà” e “Cristo pietà”. “Queste espressioni – sottolinea Don Piero – sono più fedeli all’originale greco”.

Anche nella nota preghiera del “Padre Nostro” ci saranno piccoli cambiamenti: non diremo più “non ci indurre in tentazione” ma “non abbandonarci alla tentazione “.

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