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Nuovo Dpcm, visite virtuali e “cultura a distanza”: ecco come i musei resistono al Covid foto

In dirittura d'arrivo il nuovo progetto della Fondazione De Mari sulla rete museale provinciale, corso di formazione per gli operatori

Savona. Da oggi, secondo le disposizioni del nuovo Dpcm, stop a musei e mostre: un’altra batosta per il mondo culturale che ha vissuto un anno “horribilis”. Tuttavia si prova a reagire, in forme e modi differenti, con l’obiettivo di mantenere ancora una offerta culturale.

Secondo le attuali disposizioni in vigore di contenimento alla diffusione del Coronavirus i musei sono costretti a chiudere al pubblico, nonostante gli adeguamenti fatti nei mesi scorsi con le riaperture per garantire la massima sicurezza sanitaria per i visitatori, con ingressi contingentati e/o su prenotazione.

Sono sospese, di conseguenza, le visite guidate, gli eventi e tutte le attività di accesso e partecipazione con il pubblico programmate sul territorio, compresi siti archeologici o attività di archeotrekking.

Che fare dal 5 novembre al 3 dicembre 2020? Una domanda che ha già trovato le prime risposte. Alcuni approfitteranno dello stop forzato per il riordino dei depositi, manutenzione di percorsi espositivi, realizzazione di nuovi allestimenti così come testi e immagini per pubblicazioni in uscita. Altri, invece, punteranno sull’interattività social per la comunicazione-promozione di attività, mostre future e iniziative culturali di varia natura.

Il Museo Archeologico del Finale, ad esempio, proseguirà l’attività di didattica a distanza, con visite guidate virtuali e approfondimenti a cura degli operatori, rivolta sia alle scuole sia alle famiglie che attuano l’home schooling.

Anche il Museo della Ceramica di Savona non starà con le mani in mano: al via un laboratorio sulla piattaforma Zoom, un corso di formazione sull’arte, la tecnica e la composizione ceramica.

Museo Etnografico Toirano

A Toirano l’amministrazione comunale sta lavorando per varare iniziative che permettano di visitare “non in presenza” sia il complesso delle celebri Grotte, sia il Museo Etnografico della Val Varatella, che ogni anno attirano decine di migliaia di visitatori. Stesso indirizzo per altri comuni e poli culturali e/o museali, pronti ad attrezzarsi in caso di chiusure prolungate, come ad esempio per la cooperativa Arcadia che gestisce le Grotte di Borgio Verezzi e il Museo Paleontologico di Ceriale nella frazione di Peagna.

Infine, per il savonese è in itinere un nuovo e importante progetto che vede in prima linea la Fondazione De Mari, ovvero la realizzazione della rete museale provinciale, che unisca in maniera strutturale e integrata tutta l’offerta del territorio provinciale. E durante il periodo del Dpcm si svolgerà un step importante, grazie al contributo della Compagnia San Paolo, ovvero un corso di formazione per i musei che saranno inseriti nel nuovo network con una serie di incontri in videoconferenza. Tra gli aspetti formativi anche lo sviluppo delle tecnologie per far vivere e vedere un museo anche a distanza, con al centro proprio lo svluppo delle visite virtuali.

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