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Nuovo Dpcm, bar e ristoranti: da disperazione a euforia, “solo” per lavorare qualche ora fotogallery

Solo un'amara consolazione, data la scarsità di clienti, ma i titolari sono d'accordo: "Meglio poco che niente"

Cairo Montenotte. È l’ora di pranzo, tavoli semi deserti e pochi clienti nei bar e ristoranti del centro storico, come ormai accade da settimane, ma nei volti dei titolari si legge una leggera felicità. La Liguria è zona gialla, lo ha annunciato ieri sera il premier Conte, e i locali possono stare aperti dalle 5:00 alle 18:00 (e fare asporto fino alle 22:00).

Insomma non è cambiato nulla con il nuovo Dpcm e baristi e ristoratori festeggiano, anche se si tratta di un’amara consolazione, data la diminuzione del lavoro degli ultimi mesi, ma come dichiara il proprietario di Caffè Teatro: “Meglio di niente, speriamo duri almeno l’orario”.

Gli fa eco il titolare del ristorante “La Grotta”: “Il poco si conta, il niente no. Sono contento, ma anche molto sorpreso dalla decisione di inserire la nostra regione nella zona gialla. Sembra che il Covid sia una questione di politica, meno male che qualcuno ha avuto la coscienza di non far ricadere su tutta la Liguria restrizioni peggiori per situazioni gravi che si verificano solo a Genova e La Spezia. Ho, però, sempre un dubbio: dobbiamo chiudere alle 18:00 perché il virus esce di sera insieme ai pipistrelli?” dice con ironia.

Grande felicità per Gelatiamo: “Appena abbiamo visto che la Liguria era ‘gialla’, è stata un’esplosione di gioia per me e mia moglie. Eravamo già pronti a chiudere e la preoccupazione era tanta, abbiamo rilevato l’attività da poco e abbiamo una bimba piccola, ora almeno abbiamo la possibilità di lavorare” e poi il titolare della gelateria aggiunge: “Siamo contenti per i liguri, ma stiamo vicini anche alle regioni che devono affrontare il lockdown, è dura sia a livello psicologico che economico!”.

Felicità mista a scetticismo per il bar “L’azzardo”: “Ieri mi sono sentita come una nave in mezzo al mare durante una tempesta, i giornali davano per scontato che saremmo finiti in zona rossa o arancione, fino alle 20 non abbiamo avuto notizie su quello che sarebbe accaduto. L’unica certezza che avevamo è che si sarebbe svolto il mercato. Ovviamente sono contenta di poter aprire, nonostante i clienti siano pochi. Ho una ragazza in cassa integrazione e già da giorni ho accorciato l’orario alle 14:30, dopo sono pochissime le persone che sono in giro per il centro storico”.

Reazione condivisa dalla titolare del negozio “Cose di Casa”: “Mi piace tanto il giallo, anche perché da domani dovrò chiudere il mio negozio in Piemonte, dove ho 5 ragazzi in cassa integrazione, hanno appena ricevuto quella di maggio e chissà quando riceveranno quella di questi mesi. Almeno in Liguria posso lavorare”.

La proprietaria del negozio di abbigliamento “La Meridiana” si dice “incredula, ma felice”. “Il lavoro è diminuito per tutti – sottolinea – io avrei proposto la chiusura di tutte le attività alle 18, anche perché dopo quell’ora non esce più nessuno. Sono molto contenta per i colleghi di bar e ristoranti che possono rimanere aperti”. Così anche un altro negozio di abbigliamento, “Su il Sipario”: “Se fossimo stati classificati arancioni, noi avremmo potuto tenere aperto al contrario dei locali. Appena ho avuto la notizia della zona gialla, ho scritto subito al titolare del ristorante dove vado sempre a mangiare pranzo, ieri erano davvero preoccupato e giù di morale”.

Dal web al passaparola, l’incredulità permane, alcuni, però, si stupiscono della felicità di altri, ma i commercianti sono tutti d’accordo: si lavora poco, ma almeno si lavora. “La chiusura di bar e ristoranti avrebbe causato la morte di intere categorie – commenta una delle titolari del ristorante “Le Alpi” – In questi giorni dopo le 18:00 il centro storico era deserto, quindi sarebbe stato un disastro anche per gli altri esercizi commerciali, meno male che possiamo lavorare” conclude.

 

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