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Lettere al direttore

“Non si può vivere di terrore, questo virus non è la peste bubbonica”: il pensiero di Emilio Barlocco

In una lettera, l'appello alle opposizioni: "La politica deve uscire dalla tana"

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Il virus, che da 8 mesi sta indirettamente stravolgendo la vita di quasi tutto il mondo ha messo a nudo molte cose.

Intanto ha dato un’accelerazione precipitosa ad un processo di statalismo etico, che era in atto, in modo più o meno strisciante, da quasi 50 anni (e su questo ci sarebbe da scrivere un libro a parte).

Poi ha messo il dito nella piaga di quel materialismo cieco e perduto, che ha pensato di sostituire la Fede in Qualcosa di Superiore con l’attaccamento spasmodico e disperato alla vita ( e anche qui ci starebbe un altro libro specifico da scrivere).

La gente ha bisogno di qualcosa in cui credere, che sia Dio, o un virus, poco importa, purtroppo. La politica ha perlopiù seguito la via sicura, cioè quella di evitare le responsabilità, ma in questo caso la posta in gioco è stata talmente alta, che il solito paraculismo di Stato ha portato ad effetti devastanti, perché ad un certo punto il gioco è sfuggito di mano ed è stata corsa a chi la sparava più grossa.

Così abbiamo avuto, come in un perverso gioco degli specchi, la rincorsa a misure sempre più pesanti e sempre più insensate e prepotenti, nella loro contraddittorietà e spesso nella loro assurdità ed ingiustizia.
In tutto questo crescendo di dittatura e di stupidità, le opposizioni hanno giocato perlopiù un ruolo scialbo e vigliacco.

Invece di mettere l’accento sulle assurdità, sui soprusi, sulle falsità del Potere, lo hanno anzi incalzato a fare ancora di più in quel senso, con il risultato che i diritti dei Cittadini sono stati calpestati con ancora maggiore facilità e senza contraddittorio alcuno. Io non so se dietro a tutto questo ci sia un vero e proprio complotto internazionale, ma di certo la incredibile convergenza e sovrapponibilità dei comportamenti dei maggiori Stati, rende poco credibile la casualità.

Negli anni del secondo dopoguerra si sono verificate decine di epidemie/pandemie, anche ben più importanti di quella attuale, ma mai si era neppure vagamente ipotizzato che un virus di “taglia media” potesse dare l’onere ed il potere ai governanti di sospendere i più basilari diritti costituzionali, a loro insindacabile giudizio e di distruggere in modo definitivo intere economie.

Lo Stato ha l’obbligo di garantire un sistema sanitario, cioè le cure, ma certo non ha l’onere di garantire la salute, perché nessuno al mondo la può garantire a chicchessia.

Qui salta agli occhi che il ruolo delle opposizioni è totalmente mancato, vuoi per incapacità di cogliere la situazione, vuoi per codardia, vuoi per mancanza basilare dei principi del vero ruolo dello Stato di diritto nella vita di una comunità complessa. E forse anche un po’ per un calcolo elettorale irresponsabile, quanto miope.

Tutti quei cittadini che non si sono lasciati impaurire dai proclami terroristici di Stato e che quindi hanno conservato la lucidità di notare tutte le incongruenze e le menzogne sapientemente propinate con cadenza quotidiana dai canali d’informazione – tutti uniformati, più e meglio che nelle più organizzate dittature – non hanno avuto alcun rappresentante politico.

Ci si sarebbe attesi che le opposizioni facessero il loro mestiere, cioè che denunciassero e combattessero tutte le falsità, le più pesanti menzogne, che sono state tante ed evidenti e che hanno di fatto legittimato questa dittatura sanitaria, invece nulla, soltanto qualche flebile vagito qua e là, senza una vera battaglia per i diritti calpestati e per il “banale” buon senso messo in soffitta senza tanti complimenti e con nessun rimpianto.

Ormai è un po’ tardi, ma se le opposizioni non sono anch’esse in qualche modo colluse con questo potere prepotente, quanto incapace, è ora che si facciano carico di difendere i nostri diritti, la nostra stessa civiltà, ora più che mai prossima a soccombere sotto i colpi convergenti dell’Islam radicale e dello Stato Etico arrembante.

E’ ora che comincino a dire alla gente che non si deve vivere nel terrore, perché questo virus non è la peste bubbonica ed è curabile, che comincino a pretendere che i protocolli di cura siano quelli più efficaci, non quelli che rendono di più alle multinazionali del farmaco, od a Bill Gates e che approfondiscano in modo esaustivo i vantaggi ed i danni dei vaccini, nonché i rischi di un vaccino prodotto troppo in fretta e poi magari reso obbligatorio, in sfregio dei diritti costituzionali.

E’ ora che comincino a indagare ed a denunciare tutti i casi di morti attribuite a Covid, ma dovute a tutt’altro, come è più e più volte emerso. Numeri che hanno contribuito ad aumentare la paura ed il panico tra i più deboli. Di questo le istituzioni devono essere chiamate a rispondere, invece queste cose si sanno , ma si fa finta di niente.

E’ ora che chiamino il Ministero competente a rispondere di quell’ordine che vietava le autopsie a marzo/aprile, mentre se queste fossero state normalmente eseguite da subito, si sarebbero probabilmente potute salvare molte delle vite che invece sono state spezzate, non si sa bene da che cosa.

E’ ora che le opposizioni comincino ad insegnare alla gente a valutare correttamente i casi, i quali vanno sempre rapportati alla popolazione, mentre siamo invece sommersi da numeri assoluti, totalmente privi di significato, ma di grande effetto mediatico.

E’ ora che comincino ad indagare sugli appalti affidati senza gara, grazie allo stato di emergenza e mai andati a buon fine, e sulle scelte scellerate, come quelle dei banchi a rotelle e mille altre. Non basta lamentarsi per le attività bloccate dal governo e non sufficientemente sostenute finanziariamente, perché la soluzione non può e non deve essere il solito assistenzialismo di Stato, che di questo passo ci porterà dritti ad una economia di tipo sovietico. Si deve invece ribaltare il tavolo, dicendo che lo Stato non ha il potere di negare a chicchessia il diritto al lavoro, sancito dalla Costituzione, e che nessun Dpcm ha la forza di mettere la gente agli arresti domiciliari, mentre ormai questi inutili, ma gravi soprusi sono entrati a far parte del nostro quotidiano, senza che le opposizioni si siano mobilitate.

Insomma, la politica si è rintanata, un po’ per paura, un po’ per conformismo, ma adesso deve uscire dalla tana, e le opposizioni devono assumersi le loro responsabilità, ora o mai più.

Emilio Barlocco

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