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Lettere al direttore

“Non fate chiudere il reparto di ostetricia e neonatologia del Santa Corona”: l’appello di una madre

La donna è madre di due figli nati presso il nosocomio pietrese: "Ci sono bambini che vogliono nascere, cosa facciamo?"

In un momento come questo dove la morte e la malattia, due spietati demoni, sono all ordine del giorno. In nome di tutti i nostri cari che ci lasciano perché purtroppo non riescono a sconfiggere questo grande dolore, è diventato più che mai essenziale celebrare le nuove nascite, nuovi germogli, celebrare la vita che va avanti e si perpetua e non si può fermare, non si deve! Io porto la mia testimonianza di madre di due splendidi figli nati nel reparto di Ostetricia e Neonatologia dell’Ospedale di S. Corona a Pietra Ligure.

Parlo a tutti quei dottori, medici e infermieri che ogni giorno sono in prima linea per lottare contro questo nemico infimo e perlopiù ancora sconosciuto. Mentre siete lì che combattete la vostra battaglia per salvare vite, ci sono pure donne che portano avanti la loro battaglia e custodiscono in grembo bambini che chiedono di venire al mondo perché la vita la vogliono conoscere, vogliono scoprire gli abbracci e il calore dei loro genitori. Voi non potete sottrarvi a una tale richiesta di aiuto, a una così grande esigenza di vita.

Parlo per le ostetriche di quell’Ospedale, tutte eccezionali perché in due gravidanze, a giro, le ho conosciute tutte. Filippo è nato fra le mani di Esa e Giacomo fra quelle di Daniela, però è stata Rosanna a praticarmi la famosa manovra per far voltare Giacomo che era podalico. I sorrisi di Marina, ogni volta che avevo una visita… E tutte le altre donne dello staff non meno importanti che si impegnano con amore ad affiancare noi mamme in un momento talmente delicato.

Immagino quelle Madri che si trovano a dover partorire proprio in questo periodo, e che oltre alla paura del parto, provano anche la frustrazione del non sapere dove partiranno, chi le farà partorire, se riusciranno ad arrivare all’Ospedale di Savona o Imperia prima che sopraggiungano complicazioni. Perché non tutti i parti sono uguali, mettiamoci un improvvisa emorragia… Cosa fate? La fate morire?
Lei e il suo bambino non hanno forse lo stesso diritto alla vita di tutte quelle persone, anch’esse innocenti, che tutti i giorni vi affannate a salvare? Stiamo parlando di donne che combattono la stessa battaglia che combattete voi. Cosa c’è di più importante della vita in questa vita.

E’ probabile che la mia voce da sola non sarà abbastanza forte da risuonare al di sopra del coro, ma se a questa mia voce se ne aggiungessero altre come potrebbe cambiare la musica? Io non nutro false speranze ed è nel più totale realismo ma anche con la più accorata fede che chiedo questo a chi ne sa e ne può più di me, non fate chiudere il reparto di Ginecologia Ostetricia e Neonatologia di S Corona.

È un nostro diritto e un vostro dovere e non nei nostri soli confronti, ma nei confronti di quella vita che ci tenete tanto a non interrompere.
Se non vogliamo tornare indietro anziché andare avanti, se vogliamo che tante morti spietate non siano state vane, se vogliamo essere umani e non solo esseri umani… Devo andare avanti? Io non voglio vivere in un mondo dove chi dovrebbe prendersi cura di me durante un emergenza si lava le mani perché… perché l’ ospedale è intasato, perché i dottori sono troppo stanchi o troppo impegnati. Avete scelto di fare questo mestiere, mi auguro, nella totale consapevolezza che ci sarebbero stati momenti e circostanze complicate. Questa è senza dubbio una di quelle, ma è proprio ora che non dovete mollare sennò tutto è stato inutile.

Ci sono bambini che vogliono nascere, cosa facciamo?

Cappello Lara, Ceriale

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