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Lotta al Covid-19, ecco un grande alleato: le intelligenze artificiali foto

Le applicazioni scientifiche e nella ricerca per combattere la pandemia a vario livello

Savona. La lotta contro il Covid-19 chiama alle armi tutte le forze in campo scientifico: le intelligenze artificiali sono uno dei prodotti più incredibili del progresso umano negli ultimi decenni, e non potevano assolutamente essere escluse dalla ricerca di cure e vaccini per porre fine in tempi brevi alla pandemia in corso.

Questo non è scontato. Le IA – Intelligenze Artificiali – sono spesso, e da più parti, considerate come una sorta di calderone in cui sedicenti esperti gettano ipotesi catastrofiste e quasi sempre scriteriate. Parafrasando il filosofo Slavoj Zizek: “… Le IA sono trattate come l’inconscio del mondo tecnologico, cioè quella zona oscura che non conosciamo bene e nella quale facciamo confluire tutto ciò che non siamo in grado di razionalizzare…”. Tuttavia le cose sembrano essere cambiate nel mondo scientifico e della ricerca applicata: le intelligenze artificiali, infatti, sono ormai riconosciute come uno strumento oltremodo utile, se non addirittura necessario, per migliorare le condizioni di vita degli esseri umani e utilizzarle in questo momento storico tanto critico è dunque una necessità, che può finalmente interrompere quella narrazione nociva che vede ancora le IA come un elemento distopico, spaventoso e apocalitticamente elettrizzante.

“Negli ultimi mesi non solo le IA sono largamente utilizzate nell’ambito dell’emergenza sanitaria, ma anche le Nazioni Unite, il Consiglio Europeo e istituti come lo statunitense MIT si stanno prodigando per rendere note le modalità e le applicazioni con cui queste tecnologie stanno contribuendo alla ricerca. Gli studi scientifici in corso in tal senso, d’altronde, sono numerosissimi e di grande importanza, tutti approvati dall’OMS e pubblicati su riviste di prima fascia” afferma il docente savonese Michele Laurelli, neo professore di Intelligenza Artificiale presso l’Istituto Italiano di Criminologia di Vibo Valentia.

Laurelli è amministratore delegato di Wbd Srl e si occupa, in quanto consulente, di comunicazione aziendale, marketing cognitivo, analisi e gestione big data e infrastrutture a “Intelligenza Artificiale”: nel 2019 ha collaborato ad un progetto finanziato dalla Commissione Europea per lo studio sullo Fake News ed è stato uno dei protagonisti dello studio di un algoritmo per l’individuazione dei sintomi del Covid. Laurelli è anche l’autore di “PoAItry”, la prima intelligenza artificiale in grado di scrivere poesie in lingua italiana.

intelligenze artificiali covid

Il giovane professore savonese ha mappato dove e come le IA stanno partecipando alla lotta contro il nuovo Coronavirus.

1) LE DIAGNOSI
(Fonte: Nazioni Unite – https://unric.org/it/)

Un modello AI è in grado di svolgere funzioni come la lettura di scan polmonari, in modo più rapido e accurato di uno specialista medico. Nella crisi attuale, un approccio diagnostico fondato sull’uso di tali strumenti può permettere di salvare vite, intervenendo in modo tempestivo. In alcuni promettenti studi, modelli AI sono stati addestrati a individuare potenziali casi di COVID-19.

2) IL VACCINO
(Fonte: Consiglio Europeo – https://www.coe.int/)

La struttura del virus è stata largamente analizzata e studiata tramite reti neurali artificiali. Questo ha risparmiato agli scienziati mesi di sperimentazioni. Infatti la startup statunitense “Moderna” è riuscita a ridurre significativamente il tempo necessario per sviluppare un prototipo di vaccino testabile sull’uomo grazie al supporto della bioinformatica, di cui l’IA è parte integrante.

3) LA CURA
(Fonte: Commissione Europea – https://ec.europa.eu/)

Il farmaco Raloxifene ha iniziato il suo percorso di test sull’uomo all’interno dell’Istituto Spallanzani. Si tratta di un farmaco che sembrerebbe in grado di contrastare in modo estremamente efficace i sintomi della Covid-19. Prima di giungere al Raloxifene è stato necessario vagliare e analizzare circa 400.000 molecole. Grazie a un sistema di intelligenza artificiale messo a punto dal consorzio Exscalate4CoV, l’individuazione della molecola necessaria è stata opera di un’IA (resa operativa in alcuni supercalcolatori sparsi per l’Europa), riducendo i tempi di ricerca in modo a dir poco drastico.

“Questi sono soltanto alcuni macro-aspetti nei quali le intelligenze artificiali sono particolarmente importanti (in certi casi addirittura protagoniste). Sono in corso moltissime operazioni scientifiche, ovunque nel mondo, costantemente dedite a risolvere l’emergenza in corso, in modi più o meno trasversali. Un esempio molto interessante (e del quale a breve sentiremo parlare anche in Italia) è un modello di IA sviluppato nel centro di ricerca MIT (Fonte: https://news.mit.edu/2020/): si tratta di uno strumento molto promettente in grado di riconoscere se un individuo è affetto da influenza o da Covid-19 registrando la sua tosse. Un altro aspetto spesso dato per scontato o sottovalutato è l’effettivo tracciamento dei casi di Covid-19 nel mondo. Come avviene? Come è possibile avere dati aggiornati costantemente e quotidianamente? Anche qui dobbiamo tutto alle IA: la Protezione Civile in Italia, ad esempio, utilizza dati individuati automaticamente con un’intelligenza artificiale da Applied XL (https://www.appliedxl.com/), una società americana specializzata in machine learning” sottolinea Laurelli.

“L’impatto delle IA nelle nostre vite va dunque calcolato anche ragionando su questo tipo di applicazioni – le quali, ovviamente, sono in assoluto tra le più importanti: se in tutto il mondo spendiamo da anni energie e soldi pubblici per creare intelligenze artificiali portentose è soprattutto per poterle mobilitare in momenti come questo”.

“L’essere umano non vive solo TikTok o Neuralink: la pandemia in corso è una lotta intensa e complicata, che trascende e silenzia molti aspetti del mondo tecnologico. Questa è una lotta che convoglia gli sforzi di tutto il mondo scientifico, sanitario e non. Le IA sono un alleato prodigioso e sonodalla nostra parte” conclude.

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