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Liguria verso la proroga della zona arancione, Toti: “Non dobbiamo mollare adesso”

"Restare qualche giorno in zona arancione è una scelta opportuna, anche il ministro Speranza ne è convinto"

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Liguria. “La convinzione mia, condivisa anche dal ministro Speranza, è che sia importante in questo momento che l’epidemia scenda. Credo che restare alcuni giorni in zona arancione fino al rinnovo del Dpcm che scade il 3 dicembre, con le misure di contenimento che hanno già dato ottimi risultati, sia una scelta opportuna“.

Con queste parole in diretta dall’ospedale Sant’Andrea della Spezia il presidente ligure Giovanni Toti conferma la linea annunciata da giorni. E cioè che la Liguria è sì “una delle tre regioni che guidano la discesa dei contagi insieme a Lazio e Sardegna” e per questo avrebbe numeri da zona gialla, ma allo stesso tempo “non bisogna mollare l’attenzione che ci ha consentito di raggiungere questi risultati”.

“I dati di oggi confermano il calo della diffusione del contagio – spiega – Nei prossimi giorni vedremo il nuovo report dell’Istituto superiore di sanità, ma la nostra stima è che l’Rt sia sensibilmente sotto quota 1, probabilmente attorno allo 0,8. Cala anche il numero delle persone ricoverate negli ospedali della Liguria”.

La direzione, ora, è quella di una proroga della zona arancione che per la Liguria scadrebbe naturalmente il 25 novembre, quando saranno trascorsi i quindici giorni di validità minima dell’ordinanza del ministero della Salute previsti dal Dpcm in vigore. “Nel pomeriggio – conferma Toti – ho parlato a lungo col ministero Speranza. Sarà la cabina di regia a Roma, con il comitato tecnico scientifico e l’Istituto superiore di sanità, a decidere cosa succederà nelle prossime ore. La mia opinione, condivisa con lo stesso ministro, è che visti i risultati di questi giorni sia importante non abbandonare le misure che ci hanno permesso di raggiungere questi risultati e non abbassare l’attenzione. Credo che, fino al 3 dicembre, sia una scelta opportuna restare in zona arancione visti gli ottimi risultati che le misure di contenimento stanno portando a livello ospedaliero e di contenimento dei contagi”.

Dal 3 dicembre, infatti, dovrebbe entrare in vigore il nuovo decreto che non modificherà il sistema dei colori, ma sarà supportato forse da un meccanismo diverso di valutazione del rischio come chiedono Toti e i governatori delle altre regioni: “Abbiamo inoltre ribadito al Governo, come regioni, di considerare indispensabile un approfondimento per comprendere se con il Dpcm del 3 dicembre le regole, i 21 parametri per il calcolo del rischio e i 3 scenari debbano rimanere gli stessi o possano cambiare”.

“Abbiamo però ribadito al Governo – aggiunge poi Toti – come da parte di tutti noi ci si aspetti, di fronte ai sacrifici che si prospettano ancora per qualche settimana, che il Governo intenda consentire alla nostra economia, soprattutto a quella che ruota attorno alle festività natalizie, di poter prendere fiato dopo una lunga apnea. Sarebbe francamente drammatico pensare al Natale senza la riapertura delle stazioni sciistiche, degli alberghi e dei ristoranti per consentire un Natale sereno non solo alle famiglie, ma anche a chi di queste attività vive”.

“Non siamo sconsiderati né imprudenti – precisa – lo dico da una città che ha chiuso interi quartieri prima ancora che il Governo dovesse affrontare la seconda ondata. Le regioni e i sindaci si sono sempre assunte le proprie responsabilità fino in fondo: ne abbiamo nei confronti delle nostre strutture ospedaliere e la salute dei cittadini, ma anche verso coloro che con quel pezzo di economia oggi chiusa danno da mangiare a una famiglia”.

“Voglio precisare – aggiunge Toti – che l’allarme per un eventuale rischio collasso di alcuni ambiti per mancanza di posti letto è privo di fondamento: abbiamo posti letto disponibili sia per i malati Covid che per chi non è affetto dal virus, siamo anzi in una fase di riconversione di alcuni posti da Covid a non Covid. Siamo consci che la situazione sia complessa e gli operatori sanitari stiano sostenendo sforzi enormi, ma ci sono cure per tutti ed è necessario non creare allarmismi ingiustificati”.

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