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L’addio al calcio giocato di Pazzini: “È stato un viaggio pazzesco”

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Si stenta a crederlo, vista la longevità agonistica e la gran passione, ma Giampaolo Pazzini appende gli scarpini al chiodo e saluta il calcio con una lettera veramente emozionante: “È stato tutto più bello di come me l’immaginavo”.

Dopo 568 presenze e ben 191 goal in carriera tra i professionisti “Pazzo” ha detto basta. L’attaccante italiano di nascita ma di fama internazionale ha comunicato il suo lascio tramite una bellissima dichiarazione pubblicata sui propri profili social. Un lungo cammino durato 30 anni e terminato con l’ultima esperienza al Verona, che aveva lasciato al termine della passata stagione.

Ecco le sue commoventi parole:
“Ciao CALCIO, sono passati più di 30 anni da quando ci siamo conosciuti… Ero un bambino la prima volta che ho stretto un pallone tra le mani e da allora è diventato per me come un “amico inseparabile”. Ero un ragazzino come tanti, con una vita davanti e mille sogni nel cassetto che sperava di diventare un giorno un calciatore di serie A. Guardavo i grandi campioni in tv e con loro sognavo la maglia azzurra della nazionale, la magia degli stadi pieni di tifosi e la Champions League; ma mai avrei pensato che un giorno tutto ciò diventasse realtà e che grazie a te potessi vivere così tante emozioni”.

Una vita calcistica la sua spesa tra Fiorentina, Verona, Sampdoria, Milan, Inter, Atalanta e Levante con quella specialce capacità di riuscire a farsi amare da ogni tifoseria: “Quel bambino pian piano si è fatto grande e grazie a te ha realizzato uno ad uno tutti i suoi sogni e sai cosa ti dico: ‘È stato tutto pure più bello di come me l’immaginavo!’. Adesso però siamo arrivati alla nostra resa dei conti ed è giunto il momento di lasciarti riposare, penso sia giusto così”.

La sofferta decisione è maturata nel corso degli ultimi mesi dopo aver valutato le proprie condizioni fisiche, Pazzini saluta il terreno di gioco all’età di 36 anni: “Avrei potuto continuare per vivere ancora un po’ quelle sensazioni ed emozioni che solo tu sai darmi, forse sì; il bambino che è in me avrebbe voluto continuare a farlo, ma l’uomo mi dice che è arrivato il momento di salutarci anche perché so già che tutto ciò mi mancherà anche tra 20, 30, 40 anni, perciò: Grazie di tutto! È stato un viaggio pazzesco”.

Ciao Pazzo! Restano blucerchiati i tuoi anni più belli! Grazie per quanto hai fatto vedere su tutti i campi d’Italia.

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